Da Benitez fino ad Allegri: Napoli, la tendenza (con poche eccezioni) a scegliere i big in panchina
Il Napoli di Aurelio De Laurentiis ha costruito il proprio salto di qualità anche attraverso una precisa filosofia nella scelta degli allenatori. Se in passato il club azzurro aveva spesso affidato la panchina a tecnici destinati a diventare vincenti proprio all'ombra del Vesuvio, negli ultimi tredici anni la strategia è cambiata radicalmente. Rafa Benitez prima, Carlo Ancelotti poi, quindi Luciano Spalletti, Antonio Conte e oggi Massimiliano Allegri: cinque allenatori dal curriculum internazionale che hanno certificato la crescita del progetto azzurro. Certo, in mezzo c'è stato anche un emergente come Maurizio Sarri, diventato grande proprio all'ombra del Vesuvio. E c'è stato anche qualche errore, come Garcia, il Mazzarri-bis e in parte anche Gattuso. E forse anche per questo negli ultimi anni la tendenza di andare su un allenatore già affermato si è accentuata. Complessivamente, i cinque tecnici dallo status internazionale hanno conquistato 64 trofei tra le rispettive esperienze prima e dopo Napoli, un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan l'ambizione della società. Fatta eccezione per la deludente stagione conclusa con il decimo posto nel 2024, il percorso del club è stato caratterizzato da una costante presenza ai vertici del calcio italiano, culminata con gli scudetti conquistati da Spalletti e Conte e con l'inizio di una nuova era affidata ad Allegri.
Da Benitez a Conte: i tecnici che hanno cambiato il volto del Napoli
La svolta arrivò nell'estate del 2013, quando De Laurentiis riuscì a convincere Rafa Benitez a lasciare il Chelsea e ad accettare la sfida Napoli. Fu un autentico colpo internazionale: il tecnico spagnolo portava in dote una Champions League conquistata con il Liverpool e un prestigio che aprì nuove prospettive al club, anche sul mercato, favorendo l'arrivo di giocatori provenienti da realtà come Real Madrid e Liverpool. Benitez pose inoltre le basi di una modernizzazione del progetto, pur senza riuscire a vedere concretizzati i suoi desideri relativi al centro sportivo e allo sviluppo del settore giovanile. Nel 2018 fu la volta di Carlo Ancelotti, tre volte campione d'Europa da allenatore prima di approdare in azzurro. L'esperienza del tecnico emiliano non lasciò risultati significativi sul campo e si concluse con l'esonero nel dicembre 2019, ma il successivo ritorno al Real Madrid avrebbe dimostrato ancora una volta il valore assoluto dell'allenatore più vincente della storia. La vera rinascita arrivò però con Luciano Spalletti. Dopo due stagioni di inattività, il tecnico toscano raccolse una squadra reduce da anni di alta classifica e riuscì prima a sfiorare il titolo, poi a conquistare lo storico terzo scudetto nel 2023, ricostruendo il Napoli dopo le partenze di diversi senatori e valorizzando giocatori come Khvicha Kvaratskhelia, Kim Min-jae e Victor Osimhen. L'addio arrivò subito dopo il trionfo, complice un rapporto mai realmente decollato con De Laurentiis.
Ora tocca ad Allegri: il nuovo capitolo della strategia vincente
Antonio Conte ha raccolto l'eredità di Spalletti riuscendo nell'impresa di riportare immediatamente il Napoli ai vertici. Pur dovendo rinunciare a Osimhen, il tecnico salentino ha trovato in Romelu Lukaku il riferimento offensivo e in Scott McTominay il simbolo di un mercato che ha certificato l'attrattività internazionale del progetto azzurro. La conquista del quarto scudetto e della Supercoppa ha confermato ancora una volta la bontà della scelta di puntare su un allenatore già vincente, nonostante le difficoltà legate ai numerosi infortuni e all'inserimento dei nuovi acquisti. Dopo l'addio consensuale di Conte, De Laurentiis non ha avuto dubbi: tra Vincenzo Italiano e Massimiliano Allegri ha scelto il tecnico livornese, da tempo nei suoi pensieri. Allegri, che in carriera ha disputato 100 partite di Champions League raggiungendo due finali con la Juventus, rappresenta la continuità di una linea societaria ben definita: affidare il Napoli a figure di grande esperienza, personalità e cultura della vittoria. Il suo contratto triennale inaugura un nuovo ciclo, con l'obiettivo di confermare gli azzurri ai vertici del calcio italiano ed europeo e proseguire un percorso che, negli ultimi anni, ha trasformato il Napoli in una delle realtà più credibili del panorama internazionale.






