Beppe, Joe, Rocco e le storie tese: Fiorentina e Inter, non ci siamo mai amati
Se si chiedesse a Beppe Marotta cosa pensa di Joe Barone, con buone probabilità la risposta non sarebbe: "la miglior persona nel mondo del calcio". E varrebbe il viceversa. La guerra delle versioni andata in scena ieri sera dopo il rocambolesco 4-3 maturato al Franchi, favorita anche da un arbitraggio che definire insufficiente è dire poco, è l'ennesimo capitolo di un'antipatia che ha radici profonde.
Insulti in tribuna, pugni alle porte. Storia di ieri sera. Durante la gara e al triplice fischio, mentre i calciatori in campo si scambiano cordialità, in tribuna volano insulti sull'asse Barone-Marotta. Vecchie ruggini. Non finisce qui, ecco il giallo della porta. Secondo l'Inter, Commisso avrebbe provato a sfondare la porta che separa la tribuna dagli spogliatoi, sarebbe arrivata addirittura la Digos. Secondo la Fiorentina, non sarebbe stato il presidente ma un altro dirigente non meglio specificato, e comunque non si sarebbe trattato di un gesto di rabbia, ma semplicemente della "urgenza" di aprire una porta di passaggio comune. Nel frattempo, solite accuse incrociate fra due tifoserie che, tanto per cambiare, non si sono mai amate.
Le liti in Lega e non solo. Del rapporto, a dir poco fragile, tra Marotta e Barone s'è detto. Episodi di una polemica ben più ampia, che ha coinvolto anche la proprietà viola e ha avuto origine nei giorni precedenti al confronto al Franchi dello scorso campionato. Commisso attacca gli altri club e parla di scudetto "falsato" perché c'è chi non paga gli stipendi nei tempi, l'Inter non la prende benissimo. Antonello - l'altro ad nerazzurro - si limita a: "Ognuno pensi a come gestire il suo club". Ma mica finisce lì. Tra gli episodi più clamorosi, la tensione alle stelle in Lega Serie A, metà dicembre 2021: il dg gigliato Barone fa un generico riferimento ad "alcuni club che non versano il dovuto". Marotta mangia la foglia e gli fa notare che tanto vale parlare direttamente: da lì al chi sono io e chi sei tu, con qualche "vaffa" d'ordinanza, il passo è breve. Altra puntata a fine anno: la Fiorentina pubblica i propri conti. "E gli altri sono in regola?". Facile immaginare quanto poco sia stata gradita in viale della Liberazione l'ennesima uscita pubblica del tycoon italo-americano. La puntata più recente, ieri sera, conclusa dal comunicato di smentita dei viola. Ma non finirà qui. Morale della favola: l'ultimo affare sull'asse Fiorentina-Inter risale ad agosto 2019, ormai più di tre anni fa, un non memorabile scambio di prestiti Dalbert-Biraghi. E quando ci si incrocia sono fuochi d’artificio e veleni.






