Il calcio europeo si schiera: "Basta divieti di trasferta collettivi. Colpite i singoli"
Il calcio europeo prende posizione contro i divieti collettivi dei tifosi in trasferta. UEFA, European Football Clubs, Football Supporters Europe ed European Leagues si sono riunite alla UEFA Safety and Security Conference di Madrid, l’1 e 2 settembre 2026, per discutere del contributo dei tifosi in trasferta al calcio europeo e delle problematiche legate ai divieti collettivi. Alla conferenza hanno partecipato oltre di 500 rappresentanti di federazioni nazionali UEFA, club, tifosi, leghe nazionali, forze di polizia, governi, organizzazioni sportive e organismi internazionali. Il risultato è stata una dichiarazione congiunta, diramata dai canali ufficiali UEFA.
”Basta divieti, colpite i singoli”. Il comunicato stampa
Il calcio europeo ospita le principali competizioni mondiali per club e nazionali, riunendo ogni stagione milioni di tifosi. In tutto il continente, gli stadi rappresentano luoghi di incontro unici per l’eccellenza sportiva, lo scambio culturale e la coesione sociale. Il successo del calcio europeo si fonda sul contributo unico e sull’efficace cooperazione tra organizzatori delle competizioni, club, organizzazioni di tifosi, sostenitori e autorità pubbliche, tutti accomunati dalla responsabilità di promuovere un ambiente calcistico sicuro, protetto, inclusivo e accogliente.
I tifosi, compresi quelli in trasferta, forniscono un contributo fondamentale all’atmosfera, all’identità culturale, alla popolarità e all’integrità sportiva delle competizioni calcistiche a tutti i livelli. I tifosi hanno il diritto di viaggiare e assistere alle partite di calcio, seguendo le proprie squadre sia in casa sia in trasferta, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili. Si tratta di una caratteristica consolidata e preziosa della cultura calcistica europea. In questo contesto, i divieti collettivi nei confronti dei tifosi in trasferta possono avere conseguenze significative sui sostenitori e sulla cultura del tifo, oltre a creare difficoltà operative per gli organizzatori delle competizioni e per i club. Alla luce di ciò, gli stakeholder del calcio europeo sostengono la Raccomandazione Rec(2025)1 sull’utilizzo dei divieti collettivi nei confronti dei tifosi in trasferta, adottata nell’ottobre 2025 dal Comitato di Saint-Denis del Consiglio d’Europa, e intendono in particolare sottolineare i seguenti principi:
1. Dare priorità alla responsabilità individuale
Le misure volte a prevenire violenza, disordini o altre forme di comportamento scorretto dovrebbero concentrarsi sugli individui responsabili, anziché sui gruppi di tifosi nel loro complesso. Gli approcci che promuovono la responsabilità individuale contribuiscono all’equità, alla proporzionalità e a un equilibrio più efficace tra la sicurezza pubblica e i diritti dei tifosi e dovrebbero inoltre essere sostenuti da una maggiore cooperazione internazionale tra autorità pubbliche, federazioni nazionali, club, leghe e altri organizzatori delle competizioni.
2. Limitare i divieti collettivi a circostanze eccezionali
I divieti collettivi non dovrebbero diventare una risposta abituale alle preoccupazioni in materia di sicurezza o ordine pubblico. Dovrebbero essere presi in considerazione soltanto in circostanze eccezionali, quando prove documentate chiare, oggettive e aggiornate dimostrino che nessuna misura meno restrittiva sia in grado di affrontare gravi rischi per la sicurezza pubblica o l’ordine pubblico. La loro applicazione dovrebbe sempre rispettare i principi di necessità e proporzionalità.
3. Integrare gli stakeholder del calcio nei processi decisionali
I migliori risultati in materia di sicurezza e ordine pubblico si ottengono attraverso la condivisione delle informazioni, il dialogo e la cooperazione. Una consultazione tra autorità pubbliche, organizzatori delle competizioni, club e organizzazioni di tifosi dovrebbe costituire parte integrante dei processi decisionali relativi a eventuali restrizioni alla presenza dei sostenitori, in particolare in relazione alle partite ad alto rischio.
4. Garantire comunicazioni tempestive e un accesso effettivo agli strumenti di ricorso
Le decisioni che incidono sulla possibilità dei tifosi di assistere alle partite dovrebbero essere comunicate in modo chiaro, il prima possibile e attraverso canali adeguati, consentendo ai sostenitori e agli altri soggetti interessati di organizzarsi in maniera consapevole e, ove applicabile, di esercitare i propri diritti nell’ambito del quadro giuridico di riferimento.
5. Promuovere equità e trasparenza
Le decisioni di imporre divieti collettivi dovrebbero basarsi su processi equi, trasparenti e fondati su elementi oggettivi, con le motivazioni alla base di tali decisioni chiaramente illustrate e comunicate, al fine di favorirne la comprensione, rafforzarne la legittimità e promuovere rapporti costruttivi tra autorità pubbliche e stakeholder del calcio. Gli stakeholder del calcio europeo ribadiscono il loro impegno comune a collaborare in maniera costruttiva con le autorità pubbliche affinché il calcio continui a rappresentare un ambiente sicuro, protetto, inclusivo e accogliente per i tifosi. Concordano inoltre di trasmettere questa dichiarazione congiunta al Comitato di Saint-Denis del Consiglio d’Europa, quale espressione della posizione condivisa degli stakeholder del calcio europeo sull’utilizzo dei divieti collettivi nei confronti dei tifosi in trasferta”.






