Cremona, 18 mesi dopo: dove tutto ebbe inizio, oggi si gioca per la dignità
Il calcio ha la peculiare capacità di dilatare e restringere le epoche sportive nel giro di pochissimo tempo. Per il Pisa, la trasferta allo stadio Giovanni Zini di Cremona rappresenta l’emblema di questa dinamica. Domani pomeriggio, in occasione della trentaseiesima giornata di Serie A, i nerazzurri torneranno sul campo che ha segnato un crocevia fondamentale della loro storia recente. Riavvolgendo il nastro al 3 novembre 2024, la squadra guidata da Filippo Inzaghi si impose in Lombardia con un netto 3-1, capitalizzando le reti di Marin, Piccinini e Tramoni. Quella vittoria non valse soltanto tre punti, ma rappresentò il primo mattoncino verso la promozione nella massima serie, certificando le ambizioni del gruppo davanti a un settore ospiti gremito che accompagnò la squadra verso l’obiettivo.
A distanza di poco più di un anno, lo scenario sportivo si è inevitabilmente capovolto. Il Pisa si presenta a Cremona con la retrocessione matematica già acquisita, un verdetto definitivo sancito venerdì scorso dalla sconfitta interna contro il Lecce. L’entusiasmo della cavalcata promozione ha lasciato spazio all’amarezza per un’annata complessa, eppure la netta differenza di presenze sugli spalti dello Zini rispetto al passato recente non è da imputare alla delusione della piazza. Non ci sarà l’esodo della passata stagione, ma una rappresentanza di circa un centinaio di sostenitori: un numero contingentato e dettato esclusivamente dalle limitazioni della trasferta, vincolata al possesso della Tessera del Tifoso, strumento a cui i gruppi organizzati della Curva Nord non hanno storicamente mai aderito. I pochi presenti avranno quindi il compito di rappresentare l’intera tifoseria, chiedendo alla squadra di onorare la maglia fino al termine del campionato.
Di fronte, i toscani troveranno una Cremonese per cui l’incontro ha il sapore dell’ultima chiamata per la permanenza in categoria. La formazione di Marco Giampaolo, terzultima a quota 28 punti e distante quattro lunghezze dalla zona salvezza, ha l’assoluta necessità di fare risultato pieno, soprattutto dopo la pesante sconfitta interna patita contro la Lazio nel recupero. Se i padroni di casa proveranno a far pesare le maggiori motivazioni di classifica contro un avversario già aritmeticamente declassato, lo spogliatoio nerazzurro ha chiarito di non voler affrontare la trasferta come una semplice formalità. L’imperativo del Pisa è quello di chiudere il torneo tutelando la propria dignità sportiva, per garantire la regolarità del campionato e dimostrare solidità professionale nonostante il verdetto sfavorevole.











