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Crisi del talento in Italia? Pagni: "Giovani per obbligo una sconfitta. Serve una nuova C2"

Crisi del talento in Italia? Pagni: "Giovani per obbligo una sconfitta. Serve una nuova C2"TUTTO mercato WEB
Marco Conterio
Oggi alle 08:15Serie A
Marco Conterio

Il Taranto guarda al futuro. La ricostruzione è già partita, la proprietà di FinLad, con Ladisa Spa dei fratelli Sebastiano e Vito Ladisa, è solida e ambiziosa. Presto un nuovo stadio da 21mila posti, senza fossato, barriere e con due maxischermi adatto a giocare competizioni internazionali. La squadra pugliese, dopo tanti incubi e sprofondi, dopo le macerie del fallimento, sta ripartendo con l'obiettivo di scalare le categorie. Il progetto tecnico è stato affidato al direttore sportivo Danilo Pagni, già talent scout per Milan, Chievo Verona, Ternana e non soltanto. Con lui Tuttomercatoweb.com, da esperto di giovani e di ogni categoria del nostro pallone, ha voluto approfondire la crisi del talento in Italia.

Spalletti ha parlato di far giocare almeno un Under 19 in ogni squadra in A. Conoscendo il calcio la ritiene una proposta praticabile?
"Inserire l'obbligo per i giovani potrebbe essere una soluzione ma alla fine è una sconfitta. Il calcio necessita un'inversione culturale, la paura della sconfitta ha portato l'Italia a trascurare i giovani".

Studiando la C, pochissimi Under 19 giocano in tutte e tre le serie. Non si dovrebbe partire da questa categoria?
"Personalmente farei una C2 con età compresa tra i 16 e i 22 anni, un girone unico. Molti giovani che rientrano nell'obbligo come Under poi si perdono e non trovano collocazione in un momento ideale, dove potrebbero fare un nuovo step tecnico".

I premi al minutaggio dei giovani ritiene siano una politica giusta o la sconfitta della ricerca del talento e del premiare il merito?
"Molti fanno i conti solo per sopravvivere, si privilegia il giovane valorizzato invece quello sul quale si potrebbe e dovrebbe investire in modo secco, come avveniva un tempo".

Perché i club di C non investono sul settore giovanile, cercando così di creare valore sia tecnico che economico?
"La C è formata da squadra che per la maggior parte non hanno strutture e sopravvivono galleggiando economicamente. Il valore tecnico lo potresti creare solo facendo prevalere il merito e riscrivendo un protocollo adatto, attuabile. Personalmente penso di avere la ricetta: ho girato tanti centri di formazione nel mondo, in Francia, in Sudamerica, la tecnica va allenata in modo analitico e propedeutico ma ad una velocità adeguata agli attuali ritmi di gioco, con un pizzico di incoscienza tecnica. E poi c'è un fattore, al quale non si guarda: bisogna fare attenzione a chi è un talento precoce e chi può esserlo in modo tardivo. Così perdi e disperdi tanto valore".

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