Caos in Serie C, Pagni: "Servono controlli più severi, fuori i ladroni dal calcio"
Danilo Pagni, direttore sportivo del Taranto, è intervenuto nel corso dell'appuntamento pomeridiano di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e su Il 61, canale 61 del digitale terrestre.
Il rischio che la Ternana non finisse il campionato è scongiurato, lei che idea si è fatto della situazione in casa rossoverde?
"Quando non vivi le dinamiche interne è difficile fare una disanima corretta. Io ho lavorato a Terni con Longarini e poi, anche se per poco, con Bandecchi, il tempo per costruire l'ossatura che poi ha vinto il campionato. I ternani sono un popolo speciale, Bandecchi è stato un presidente affettuoso e Longarini mi ha permesso di lavorare con serenità. Io ho la sensazione che, alla fine, il sindaco tirerà fuori il classico coniglio dal cilindro. Non voglio neanche pensare che la Ternana debba ripartire dai dilettanti anche se è già successo anche in grandi piazze come Parma, Perugia, Taranto e tante altre. Sicuramente l'indebitamento dei rossoverdi parte da molto lontano".
Come si spiega la scelta della famiglia Rizzo di tirarsi indietro all'improvviso?
"Una cosa è certa, nessuno compra a scatola chiusa un'azienda come la Ternana. Ci saranno evidenti e chiare corresponsabilità multiple a catena, ma adesso non bisogna pensare al perché è accaduto questo perché questo problema lo dovranno risolvere i diretti interessati. Adesso bisogna trovare una soluzione affinché la città e la provincia di Terni non debba affrontare un fallimento perché, lo ricordiamo, nella Ternana lavorano tanti dipendenti e famiglie di Terni".
Bisogna risolvere il problema che da anni attanaglia la Serie C, di questi proprietari che di punto in bianco fanno fallire le società
"Il modo è molto semplice: bisogna inasprire i controlli, fare un rating molto rigido su chi sta acquisendo una società. Io ho lavorato con la famiglia Longarini e con Bandecchi ed erano società più che solide, poi si può discutere di come hanno speso i soldi. Io ho sempre cercato di lavorare per raggiungere sia l'obiettivo sportivo che quello economico. La Lega Pro è un sistema in default, vanno riscritte le regole e si deve accostare al calcio solo chi è solvibile e che dà garanzie soldissime. Fuori i ladroni dal calcio".
La classifica non verrà riscritta nel girone B, quindi rimane aperto il testa a testa tra Arezzo e Ascoli per la promozione
"Non me ne voglia l'Ascoli ma tifo Arezzo, visto che sono un ex amaranto. Entrambe le squadre, però, hanno fatto un grandissimo lavoro e mi auguro che vinca il migliore. Sono felice anche per i due direttori sportivi che sono giovani e stanno facendo molto bene".
A Catania nuovo ribaltone in panchina, con il ritorno di Toscano. Da direttore, le tempistiche sono corrette?
"Mi dispiace molto per Pastore che è stato esonerato. Il cambio di allenatore non ha portato risultati e questo è oggettivo, auguro il meglio a Toscano perché mi aspetto di vedere presto il Catania in Serie A".
I playoff sono un campionato a parte in Serie C. Le piace questa formula allungata?
"A me non piace, che una squadra decima al termine della stagione possa disputare i playoff per andare in Serie B non mi trova d'accordo".











