Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Crisi Italia, Zola: "Spalletti? Era più facile quando si sceglieva tra Baggio, Mancini, Vialli..."

Niccolò Righi
autore
Niccolò Righi
domenica 8 giugno 2025, 13:08Serie A
08.06.2025 13:08Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Per commentare le parole pronunciate dal presidente della FIGC Gabriele Gravina dal palco del Festival della Serie A, a Sky Sport ha parlato il vice presidente della Lega Pro Gianfranco Zola, iniziando dalle considerazioni sul futuro di Spalletti: "Non è un problema dell'allenatore. Dobbiamo migliorare e far crescere il prodotto. La nostra qualità al momento non è quella di altre Nazionali. Dobbiamo capire come possiamo alzare il livello qualitativo dei giocatori. I risultati ci dicono questo".

Gravina ha detto che Yamal in Italia non avrebbe giocato.
"Sono perfettamente d'accordo. E' un campione incredibile ma le prime volte non era questo. Gli è stata data fiducia e ha fatto un percorso di crescita, fatto anche di errori, che lo hanno portato a questo livello. Questo è ciò che dobbiamo imparare a fare. Non è che se metti un giocatore in campo diventa subito Baggio o Totti. Ha bisogno di crescere, ma questo in Italia non è concepito. Dobbiamo cambiare qualcosa. Come? E' un percorso lungo, dobbiamo ridare importanza ai settori giovanili e preparare i ragazzi che rappresentano il futuro".

Importanza maglia azzurra
"Se dobbiamo spiegare l'importanza della Nazionale italiana stiamo già facendo un errore. Per me è sempre stata la cosa più importante. Io sono voluto diventare un calciatore proprio vedendo il Mondiale del 1982. Per me il punto di arrivo è sempre stato giocare un Mondiale con l'Italia. Io non voglio giudicare l'atteggiamento dei giocatori, non so quanto loro considerano l'Italia. Oggi si gioca talmente tanto che forse si arriva a queste partite stanchi, anche dal punto di vista psicologico. Non deve essere un alibi però forse le Nazionali meritano più spazio".

Pioli o Ranieri possono essere gli uomini giusti se Spalletti si dimette?
"Per me il concetto non è l'allenatore ma mettere l'allenatore in condizione di lavorare al meglio. Era più facile fare quel lavoro quando potevano scegliere Baggio, Mancini, Vialli, Casiraghi, Signori eccetera".

Il caso Acerbi può aver influito?
"Non so se può aver influito sul gruppo. Come ho detto prima, la Nazionale deve essere una delle cose più importanti. Acerbi avrà le sue motivazioni, ma per me giocare per il proprio paese è la cosa più importante".

Altre notizie Serie A

Immagine editoriale di Marco Conterio
Terremoto sul calcio inglese e mondiale: 114 violazioni e il Manchester City ora rischia grosso. Effetto a cascata sul calciomercato globale, intanto sotto la lente c'è anche l'ultima sessione faraonica
TMW Podcast
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile