Dalla Serie D all'Europa, in 7 anni: lo straordinario cammino del Como. E non è ancora finita
Ormai non è più una sorpresa, il Como, bensì una solida realtà della Serie A, per mutuare il famoso slogan di un istituto di credito vicino geograficamente. Un cammino che negli ultimi due anni ha visto i lariani stupire partita dopo partita nel palcoscenico più importante del nostro calcio, ma è un percorso che comincia da lontano. E che soltanto 7 anni fa vedeva il Como navigare nelle sempre difficili acque del dilettantismo, visto che partecipava al campionato di Serie D.
Da quando il club è stato rilevato dai ricchissimi fratelli indonesiani Hartono, nella Como del calcio è cambiato il mondo. Nessun miracolo, ma solamente il risultato di una notevole disponibilità economico-finanziaria (con quasi 400 milioni di euro investiti nel club dai proprietari), fatta però fruttare nel modo giusto grazie a idee e strategie chiare e definite, che hanno portato a fare un salto alla volta.
E dall'aprile del 2019 ad oggi, il Como ha operato la propria scalata, vincendo da subito il campionato di Serie D, e riuscendo anche a oltrepassare le insidiose pareti della Serie C nell'arco di due campionati. Dopo un primo anno di adattamento alla nuova realtà, il salto in B al secondo. In cadetteria gli anni sono stati tre, con il fondamentale arrivo di Fabregas sulla panchina che ha dato un ulteriore boost.
Il Como al primo anno di Serie A si è assicurato un onestissimo 10° posto, concludendo in crescita dopo qualche stento in avvio. Una crescita testimoniata anche da questa stagione, nella quale Fabregas e i suoi ragazzi hanno portato a termine un'impresa storica, garantendo al Como il primo giro in Europa di sempre. In quale coppa (ancora può finire sia in Champions, che in Europa League che in Conference, a seconda del piazzamento e se la Lazio riuscirà o meno a vincere la Coppa Italia) ma i tratti dell'impresa ci sono già.
Così come esiste la sensazione che le sorprese made in Como nel prossimo futuro non siano finite qua: in un contesto tanto mutevole come quello del calcio italiano degli ultimi anni, una società che coniuga risorse finanziarie a idee e strategie definite, ha tutte le carte in regola per continuare a stupire. Potrà intanto già farlo nel finale di questo campionato, provando a inserirsi nella corsa Champions.











