De Rossi: "Nessuna squadra mi ha cercato. La mia priorità è il Genoa"
12.50 - Il Genoa si avvicina all'ultima partita casalinga della stagione. Domenica all'ora di pranzo arriverà a Marassi il Milan alla ricerca di punti per la qualificazione in Champions League ma i rossoblù vorranno chiudere positivamente l'anno davanti al proprio pubblico. In vista della gara del "Ferraris", il tecnico Daniele De Rossi incontrerà i media in conferenza stampa dal centro sportivo "Gianluca Signorini" di Pegli. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.com.
13.20 - Inizia la conferenza stampa di Daniele De Rossi.
Come si prepara una partita in cui si scopre all’ultimo quando si disputa?
"Si prepara con un po' di fastidio che, penso, è lo stesso delle altre squadre appese a questa decisione. Grazie a dio succede solo una volta ogni tanto, dobbiamo accettarlo. Penso che per tutti gli organi sia stata una decisione difficile con tante pressione, non vogliono aggiungerne altri. Non sapevamo se dare un riposo in più o fare un allenamento in più. E’ stato un fastidio condiviso con i nostri avversarie e le altre squadre coinvolte".
Sarà l'ultima in casa.
"Si prepara l’ultima partita davanti ai nostri tifosi in uno stadio che ci ha dato tante soddisfazioni. Dobbiamo salutarci con la voglia di aver fatto una grande partita".
Del futuro non si parla. Ha già detto dei no a qualche squadra però?
"Non è oggettivo che tante squadre mi hanno cercato perché non è vero, non è poi che non parlo di futuro. Penso sia rispettoso per il Genoa però parlarne una volta e poi non continuare su questa cosa sempre. A me non mi ha cercato nessuno, poi io devo imparare qualcosa volta a dirvi quale bugia in più e fare zero a zero, forse questa è una cosa che se fosse successa non vi direi. La mia priorità è il Genoa".
Come la stai immaginando l'ultima casalinga?
"Non mi dispiace perché è giusto che finisca. Il brivido di giocare quando sei appeso un punto in più e un punto in meno è diverso. Non vedo l’ora che ricominci la stagione dove i punti pesano tanto e dovremo migliorare quello che abbiamo fatto. Credo che ci faccia anche bene staccare e riordinare le idee. Questo è quello che ci manca giocare partite in casa, penso sia stato un percorso virtuoso con la squadra che è andata nella direzione che volevo che andasse. Siamo vicini a quello che speravo di raggiungere".
Occasione di riscattare la partita di andata?
"Non dobbiamo riscattare la partita di andata. Sono quelle piccole motivazioni extra che tu devi trovare, ma che tu vai a rispolverare, ma non è una cosa contro il Milan o a favore della Roma. Sarebbe grave il contrario. Io faccio il mio lavoro. Se all’ultima di campionato ci sarà Genoa-Roma lo devo affrontare con la stessa voglia di vincere. Vengo da un calcio quando ero giovane dove le ultime partite sapevi come finivano, le tue e quelle delle altre e a me faceva schifo sia quando ero giovane e mi fa schifo tuttora. Dobbiamo fare una partita seria perché è giusto così. Penso che il calcio italiano possa migliorare anche in base a questo atteggiamento ma devo dire che negli ultimi anni ci sono stati passi avanti in questo senso".
Quanto è cresciuta la sua squadra da quel Milan-Genoa?
"E’ cresciuta perché i risultati danno quelle piccole conferme, penso sia cresciuto anche l’umore. Abbiamo fermato l’emorragia di sconfitte a San Siro, poi nella partita c'è stata una montagna russa di emozioni ma dopo l’occasione con Fofana abbiamo fatto una buona partita per 60 minuti. Poi c’è il valore dell'avversario e dello stadio, Noi siamo cresciuti nella misura dove volevamo crescere. Siamo stati più dominanti dal punto di vista del palleggio e abbiamo fatto delle partite ottime".
Norton-Cuffy rientrerà?
"Non penso che lo convocheremo. E’ un percorso di reinserimento all’attività che deve essere graduale. Nella partita in cui l’ho messo a sinistra mi è piaciuto tantissimo. E’ rientrato ma ha avuto un fastidio dovuto anche dai viaggi che ha fatto. Abbiamo fatto questi risultati senza Brooke senza Baldanzi, con Messias che si è fatto male diverse volte, Ekuban o tanti giocatori che hanno avuto qualche problemino. Nonostante questo abbiamo ottenuto una salvezza giusta. Ostigard ieri si è fermato per un fastidio che non dovrebbe essere grave. Vasquez sta tirando la carretta. Hanno tutti quanti grande voglia di salutare la nostra tifoseria, per l’ultima partita di campionato in casa, però vediamo il modo di gestire gli altri carichi, perché sono anche due giocatori nella fattispecie che dovranno fare la Coppa del Mondo, un evento unico per un calciatore".
Può giocare Grossi?
"Sta con noi. A centrocampo abbiamo un po’ più di scelta, abbiamo numeri da buttar dentro. Lo abbiamo portato con noi, a centrocampo abbiamo tanti giocatori ma far giocare lui vuol dire tenere fuori Masini o Onana che sono professionisti incredibili. Non mi è pesato mettere dentro Doucoure e lasciare in panchina Vasquez, che comunque è uno che ha giocato tantissimi minuti, cerco sempre di cercare di dare soddisfazione a questi giocatori senza togliere minuti importanti ai nostri vecchi".
Baldanzi come sta?
"Tommaso è arrivato gà infortunato. Si è rifatto male sull'infortunio avuto a Roma e quando arrivi in un posto che sei infortunato e ci metti il trasloco, le visite, il cambio di metodologia ci sta un po’ di mancanza di continuità e presenza. Abbiamo visto il suo storico, ha avuto un po’ di infortuni. Non entro in merito nelle difficoltà nel riscattarlo ma è un giocatore da cui ripartire al 100%".
Stai già impostando il futuro al Genoa?
"Parliamo in continuazione del futuro e dei giocatori da vedere e di come vorremmo immaginare questa squadra. C’è scambio costante e ci confrontiamo. Stiamo già guadando da parecchio tempo".
Otota?
"Avrebbe giocato titolare a Firenze. Ma un giorno prima della partita faceva fatica a scendere dal letto a causa di un mal di schiena. Questa settimana si è allenato. I primi due giorni mi sembra che abbia fatto differenziato, ma poi si è allenato. Vediamo: abbiamo altre due partite e voglio assolutamente dividere i carichi di minuti da dare ai giocatori per una e per l’altra".
Il Milan è in crisi e ci saranno assenze nei rossoneri.
"Le assenze del Milan sono un vantaggio per noi. Sono assenze pesanti per chiunque. Ma non mi piace affrontare squadre forti in crisi perché scende in campo l’orgoglio dei campioni. Hanno tante assenze. L'undici che pensiamo possano mettere in campo è una squadra di valore incredibile. Pulisic e Nkunku sono dei top in A, Bartesaghi mi piace molto, ci sono poi Fofana e Rabiot, Maignan non ne parliamo. Sono una squadra forte che perde pedine importanti che sulla partita singola è sempre meglio non averli contro".
Quali sono state le partite in cui avete avuto la certezza di salvarsi e quelle invece dove hai visto cose che non vuoi rivedere?
"La certezza ideale l'ho avuta dopo l’Atalanta quando ho detto (dopo una partita persa e aver lottato in 10) che i giocatori mi salvano. Non c'è stato bisogno di tirare fuori questo spirito. Come punti, a Verona ho capito che eravamo praticamente salvi. Quei sei punti dopo Roma e Verona ci hanno salvato. Quella mentalmente dello slancio è stata la rimonta col Bologna. Una partita dove l'allenatore guarda i giocatori e dice loro: 'Grazie'. Non voglio più vedere il primo tempo contro la Roma o contro la Juve ma non è escluso che li rivedremo. Io mi prendo le responsabilità, altre le do in privato ai giocatori ma ci sono calciatori più forti. Poi non vorrei rivedere il secondo tempo col Pisa. Quando la squadra è alla portata o inferiore, la mia squadra deve avere il gioco in mano nonostante comunque il Pisa sia difficile da affrontare".
Ripartire da te può essere un vantaggio?
"Io penso qualsiasi squadra che continui con il proprio allenatore sia sempre un vantaggio dare continuità allenatori che hanno fato la stagione precedente. Quanto dovremo cambiare ce lo dirà il mercato, anche in base a chi dovremmo far uscire perché la situazione nostra la conosciamo".
Cosa ti ha colpito di più di vedere e vivere il mondo Genoa?
"E' stata una bellissima esperienza anche a Ferrara, altra piazza inferiore per dimensioni a Roma ma che vive per la propria squadra. A volte sono ripetitivo ma sono stato fortunato. Io mi sono trovato bene, ho scoperto la città, non sono uno che sta a casa sul divano tutti i giorni. Voglio scoprire il contorno, la mentalità della gente. Mi piace vivere l’esperienza, non fare Pegli-casa nonostante passi qua l'80% della mia giornata. Mi sento a mio agio, è tutto bello ma devono arrivare i risultati".
Domani sarà l'ultima di Malinovskyi. Come si potrà rimpiazzare?
"Mi sono un po’ allargato a fare questa comunicazione. Posso dire solo cose positive su di lui, ha giocato le prime partite con un fastidio al ginocchio e, quando ha potuto, si è allenato abbastanza forte. Ho visto un bella persona oltre che un grande giocatore. Si sostituisce mettendo dentro qualità non pretendo giocatori che calcino da 30 metri quando vedono la porta. Non voglio che la squadra perda questo atteggiamento propositivo. Non avremo una copia di Ruslan perché ne esistono pochi ma tirerò fuori i suoi gol con inserimenti in area".
Non si capirà chi sarà Davide e chi sarà Golia.
"Chi è Davide o chi è Glia nella storia lo sappiamo. Guardando il valore della rosa o del monte ingaggi. È evidente che loro siano una potenza del calcio mondiale. Sono stati secondi per quasi tutto il campionato. Chi ha un potenza mondiale ha giocatori di livello mondiale e quando sono in un momento negativo tirano fuori qualcosa di importante. Troverà però di fronte una squadra forte che gli renderà difficile il compito. Abbiamo preparato la gara in maniera seria. Sarà una bella partita e la affronteremo come fatto le altre quando i punti erano decisivi".
Alla fine, cosa ne pensa della vittoria a Pechino Express di Chanel Totti?
"Non lo seguo Pechino Express ma vedevo clip su Instagram. L'ho vista la prima volta che aveva 20 giorni, in culla. Mi fa piacere perchè nella sua ironia rivedo il mio fratello di tante battaglie nello spogliatoio. Una ragazza che negli anni ho visto perché molto legata a Gaia, mia figlia. E’ un percorso diverso rispetto al nostro sportivo, ha occhi puliti, la faccia pulita e l'umorismo del padre. Sono stati bravi Francesco e Ilary a crescerla così".
14.01 - Termina la conferenza stampa di Daniele De Rossi.











