Benali sul Bari: "Speravo di tornare, ma poi è arrivato Longo. Con lui e Magalini diversità di vedute"
"Sapevo che Magalini fosse a rischio e ho sperato di poter tornare, poi hanno preso Longo e con lui sarebbe stato difficile". Il centrocampista Ahmad Benali, attualmente in forza all'Al-Ittihad di Tripoli, ha parlato così a La Gazzetta del Mezzogiorno del suo legame con il Bari e della possibilità di tornare in biancorosso: "Una cosa è certa, per il Bari avrei detto 'no' a quella proposta dalla Libia. Bari è una piazza in cui un calciatore si sente protagonista, senza se e senza ma. I patti erano quelli. E io ero l’uomo più felice del mondo. Poi in ritiro, come sapete tutti, ho capito che fossi fuori dal progetto".
Spazio poi ai contrasti con Magalini e Longo nella passata stagione: "C’era diversità di vedute e mentalità. Ricordo che Longo parlava di salvezza. Io pensavo che il Bari fosse forte. Volevo giocare i playoff e giocarli per vincerli, mica per partecipare. Ebbi un confronto anche con Magalini che, in un momento difficile, ci disse ‘giocate tranquilli, non è un obbligo andare ai playoff’. Ma come? Io gioco nel Bari e devo pensare che ci siano squadre superiori? Chi, poi? Il Cesena? Mi spiace, io gioco per vincere”.
Benali poi commenta il play out fra Bari e SudTirol tornando con la mente a quello giocato e vinto due stagioni fa contro la Ternana: “I play out sono una brutta bestia dove conta soprattutto la testa, tecnica e tattica invece contano meno. Ricordo che prima della Ternana si faceva fatica a dormire perché a Bari non puoi retrocedere. Siamo stati bravi, ma anche fortunati e gli episodi incidono tanto: se al ritorno non avessimo segnato a fine primo tempo chissà. - conclude Benali - Il Bari ha qualcosa in più tecnicamente. Ma non mi fiderei delle squadre di Castori, sempre molto fisiche e organizzate. Tifo Bari, ovviamente. E guarderò le partite davanti alla tv”.











