È un altro Verona, è un'altra Atalanta: stesso concetto, accezioni opposte. 0-0 al 45'
Termina a reti inviolate la prima frazione tra Verona e Atalanta. Prestazione convincente della squadra di Cioffi, padrona del campo per lunghi tratti e più caustica in zona offensiva. Non recapitato, invece, l'attacco atalantino: serve una scossa ai nerazzurri, apparsi troppo passivi in questo primo segmento di gara.
Le scelte dei due allenatori: linea verde nel Verona, una sorpresa nell'Atalanta
Confermato il rientro di Ceccherini nell'Hellas, non quello di Dawidowicz, che si accomoda in panchina in favore di Coppola. Binario verde sulla destra, dove trova posto anche il canterano Terracciano: un debutto da titolare marchiato dall'onere di non far rimpiangere una colonna di questa squadra come Faraoni. Gasperini schiera a sorpresa il neo-arrivato Soppy e ripropone Malinovskyi sulla trequarti. Niente tandem colombiano in attacco: c'è Lookman, e non Muriel, al fianco di Duvan Zapata.
Buon avvio del Verona, Lasagna preoccupa la Dea
Delle novità nell'atteggiamento tattico annunciate da Cioffi alla vigilia si ha da subito un saggio piuttosto evidente: aggressione più alta, quinti sulla linea degli attaccanti, e più in generale un dinamismo di tudoriana memoria, in controtendenza rispetto all'allarmante passività mostrata contro Bari e Napoli. La prima occasione, in questo contesto, non può che essere gialloblù: Lasagna vince con nerbo un contrasto e chiude il mancino da posizione defilata, accarezzando il legno alla sinistra di Musso.
L'Atalanta non crea pericoli
L'Atalanta regge l'urto limitando i pericoli in zona Musso, ma la fatica a controbattere produce un nervosismo certificato dalla protesta plateale di Gasperini dopo una chiamata tardiva di Prontera, costretto a mostrare il giallo al tecnico nerazzurro. È un altro Verona, è un'altra Atalanta: stesso concetto, ma accezioni opposte. Alla Dea serve una virata netta, l'Hellas non deve fare altro che continuare a seguire questo copione.






