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Genoa, Lopez: "Aggiunta qualità a una rosa già competitiva. Ambiziosi ma obiettivo salvezza"

Genoa, Lopez: "Aggiunta qualità a una rosa già competitiva. Ambiziosi ma obiettivo salvezza"TUTTO mercato WEB
Andrea Piras
Oggi alle 18:30Serie A
Andrea Piras
fonte dal centro sportivo "Gianluca Signorini", Genova

Diego Lopez fa il punto del mercato. Il Chief of Football del Genoa ha parlato in conferenza stampa dal centro sportivo "Gianluca Signorini" di Pegli per analizzare i movimenti in entrata, in uscita e soprattutto coloro i quali sono rimasti in rossoblù nonostante le tante voci:

Un giudizio sul mercato.
"Il mercato di gennaio serve più per aggiustare la squadra che per rivoluziona. E' stata una premessa importante vedendo il valore che sta prendendo la squadra che sta dimostrando di essere competitiva con tutte le squadre della Serie A. Volevamo mettere al centro del progetto la parte sportiva senza dimenticare l'obiettivo della salvezza. Detto questo, avevamo tre obiettivi principali: primo, ottimizzare la squadra dove c'erano troppi giocatori. Chi è andato via, tranne Thorsby caso che aveva più del 30% del minutaggio, non andava oltre il 10% del minutaggio globale. Vuole dire che le decisioni si prendono vedendo la parte sportiva e vedendo la squadra giorno per giorno. C'erano giocatori che non giocavano e che meritavano più spazio. Secondo, proteggere i pilastri della squadra, quelli che hanno più minuti e anche questo lo abbiamo fatto con i giocatori più importanti che hanno ricevuto offerte e noi abbiamo deciso di metterli al centro del progetto. Terza cosa, aggiungere alla squadra caratteristiche che non aveva. Abbiamo parlato che poteva arrivare il momento dove la squadra poteva avere bisogno di calciatori con caratteristiche diverse e abbiamo acquistato giocatori con caratteristiche che non avevamo e che possono dare una duttilità tattica all'allenatore. Detto questo, io non mi accontento mai come il nostro allenatore. Siamo il Genoa e il Genoa deve essere ambizioso. Difficilmente sono contento dopo un mercato perché pensiamo che si può sempre fare meglio ma anche con la consapevolezza di capire che il mercato di gennaio è sempre complicato. E' un mercato dove non tutti i giocatori che tu vuoi prendere sono a disposizione dove ci sono tante squadre che bloccano i giocatori, come abbiamo fatto noi. Si può sempre migliorare e lavoriamo già da oggi per il mercato estivo".

Cosa ti ha spinto a prendere Amorim?
"Risponde a questo bisogno di un giocatore più capace di tenere la partita in mano. Un giocatore che si trova molto bene con la palla, capace di tenere il tempo della partita. Lavoriamo su di lui da qualche mese. Abbiamo seguito la sua evoluzione che è stata molto positiva e in quel momento abbiamo deciso di andare su di lui con determinazione. E' un giocatore che può portare già dall'inizio un livello diverso e caratteristiche diverse alla squadra. Può dare una mano. Non eravamo l'unica squadra su di lui, abbiamo trovato una predisposizione da parte del giocatore che ha capito il progetto, la piazza, il campionato e che era il giocatore giusto per noi. Siamo stati capaci di convincere il suo entuourage anche il club che aveva già qualche offerta per lasciarlo in prestito lì per sei mesi in più. Ci ha convinto la parte calcistica per la sua qualità e regolarità nel gioco, per il suo coraggio unito alle sue caratteristiche fisiche. Anche se non è alto ma ha forza nell'impatto. E la seconda è la più importante della prima, ovvero la mentalità. Se non c'è questa predisposizione, questa attitudine e questa voglia, ovvero se non c'è l'identità del Genoa, possiamo avere giocatori con tanta qualità tecnica ma non servirebbero a niente Quando facciamo investimento così vediamo tutto come anche il contorno familiare sanissimo. E' un ragazzo che è simile a noi".

Venturino e Fini sono andati via. Mentre Ekhator è rimasto.
"Venturino è un giocatore che non scopriamo oggi. E' un giocatore forte, un esterno con qualità ma è stata una decisione tattica. Non trovava spazio con noi perché non giochiamo con gli esterni alti. Ha trovato una squadra con un allenatore che gli piaceva che aveva un assetto tattico più interessante per lui. E ha avuto una possibilità per lui lasciarlo andare in prestito con diritto di riscatto. Per quanto riguarda Fini l'obiettivo era prendere minuti anche in squadra che può avere un certo parallelismo con la nostra e che gioca per vincere. Tutto questo lo abbiamo preso in considerazione perché sono giocatori del Genoa che vanno anche seguiti anche con molta attenzione".

La mancata di partenza di Ekhator ha bloccato l'arrivo dell'attaccante?
"Jeff è un attaccante con una potenzialità molto alta che si sta allenando bene e che quando entra fa bene. Da quando sono arrivato si è sempre comportato più che bene. Ha lavorato con molta intensità, è stato sempre molto aperto a tutto quello che l'allenatore gli chiede. Stiamo vedendo una progressione nella maturità interessante. Abbiamo così deciso di tenerlo. Questo numericamente fa sì che abbiamo quattro attaccanti così uno in più avrebbe potuto creare problemi. Abbiamo attaccanti di qualità e tutti meritano di giocare perché con il modulo che stiamo usando oggi stanno dimostrando che sono giocatori più che validi per il Genoa".

Avete pensato anche alle basi per il futuro?
"Siamo molto focalizzati sul presente ma guardando sempre al futuro. La situazione di Zatterstrom è stata più legata ad una necessità della squadra che cambiando modulo ha giocato con tre difensori. Avevamo quattro centrali per tre posti. Potevamo migliorare un po' con un profilo che potesse fare il braccetto di sinistra e anche il centrale. Questo lo può fare Nils con la premessa di avere quattro giocatori pronti di fare il ruolo del difensore. Sul fatto di puntare su giocatori che hanno già un percorso posso dire che Baldanzi ha tante partite di Serie A e che Bijlow ha fatto tante partite di alto livello. Di Amorim ho già parlato, un giocatore che se non lo avessimo preso adesso non lo avremo preso più. Per ogni situazione abbiamo avuto in mano giocatori con più esperienza o giocatori più giovani ma con la premessa che devono avere una qualità alta per giocare con noi. E' vero che abbiamo deciso di puntare su una qualità piuttosto che a giocatori esperti della Serie A è perché noi abbiamo tanti giocatori che hanno giocato tanto in Serie A. Stiamo partendo con una base forte e il mercato va fatto in base alla fiducia che abbiamo nei nostri giocatori. La fiducia è alta e questa fiducia nella squadra ti permette di guardare un po' oltre".

In difesa avete riscattato Ostigard.
"E' stata una decisione chiara per noi perché avere un giocatore con questa esperienza, con questa autorità difensiva e che è capace di portarti a casa anche tra i cinque-sette gol su palla inattiva con questo prezzo. E' stata un'opportunità legata all'uscita di Gronbaek. Abbiamo preso Leo a condizioni più favorevoli. Leo ti dà questa gerarchia difensiva non solo fino a giugno ma anche per il futuro".

E' stato difficile trattenere Norton-Cuffy?
"Ne abbiamo parlato spesso anche prima delle partite. Devo dire che non è stato facile ma anche che abbiamo trovato giocatori che sono molto felici a Genova. Sono giocatori che non hanno chiesto di andare via, che sono rimasti con la testa sempre sul campo, sempre sulle partite. Ed è importante avere giocatori con questo livello su chi possiamo contare, giocatori interessanti per il mercato. Arrivano le squadre, fanno le offerte e noi valutiamo. E noi abbiamo valutato che era importante proteggere la squadra e questi pilastri".

Come vede la lotta salvezza?
"Se vediamo negli ultimi tre mesi, la tendenza è di una squadra che porta avanti le partite con competitività, con un piano di gara, con una capacità di recuperare dopo i colpi che subisce durante le partite. Quando perde non lo fa subendo tanti gol e vuol dire che è in partita fino alla fine. E ciò vuol dire che è una squadra già competitiva. Abbiamo cercato di dare soluzioni che non avevamo prima. E ottimizzare la rosa per fare uscire giocatori che non avevamo minutaggio con noi. Tutto questo fa pensare ad oggi che abbiamo una squadra con più soluzioni di prima".

E' andato via Thorsby ma a centrocampo è arrivato Amorim.
"Qualità ed energia. La qualità di per sé stessa ti porta forse una o due azioni fulminanti ma noi cerchiamo la consistenza. Abbiamo sempre detto: energia e qualità. Abbiamo centimetri con Onana, abbiamo forza di recupero palla e abbiamo anche capacità di calcio lungo e di costruire la giocata. Abbiamo un centrocampo che ti permette di giocare in maniera differente. L'uscita di Morten è legata principalmente al fatto che non siamo arrivati ad un accordo con lui per il rinnovo. Abbiamo iniziato i contatti mesi fa. Poi la sua voglia di andare via. Lui voleva giocare perché non aveva minutaggio per il Mondiale. Poi è entrato il discorso che era in scadenza e che la società ha avuto l'intelligenza di far maturare il mercato e far arrivare un'offerta per un giocatore in scadenza economicamente alta. Senza uno dei tre punti elencati l'operazione non si poteva fare per il rispetto che avevamo per Morten, per quello che ha fatto per il club fino all'ultimo".

TMW - Sono andati via quattro trequartisti come Stanciu, Carboni, Gronbaek e Cuenca ed è arrivato Baldanzi. Senza contare Messias che sta ritrovando la giusta forma può essere considerato quasi come un nuovo acquisto.
"Possiamo dire che abbiamo fatto uscire Cuenca, Carboni, Stanciu e Gronabek ed é arrivato Baldanzi. Cuenca via in prestito per giocare e sentirsi competitivo. Carboni e Gronbaek sono rientrati dal prestito, Stanciu abbiamo trovato un accordo per farlo andare. Abbiamo cambiato questa fisionomia, perché tutti loro non avevamo più del 10% di minuti giocati. Portato dentro un giocatore che ha esperienza in A, non solo qualità tecnica ma anche capacità di difendere e di portare intensità, di adattarsi a due o tre ruoli in campo. Non ha bisogno di ambientamento, perché ha giocato in Italia e l’allenatore lo conosce benissimo. Abbiamo trovato soluzioni ottime sia in entrata che in uscita".

TMW - In porta invece è arrivato Bijlow?
"Prima di tutto Nico (Leali ndr) ha fatto un lavoro da sottolineare, non è facile giocare quando sai che la società sta cercando un giocatore al tuo posto. Ora in porta siamo più completi rispetto a prima".

I nuovi innesti porteranno a giocare palla a terra?
“È una domanda più per De Rossi che per me. Io e Daniele condividiamo ogni decisone, come dicevo prima quella che abbiamo adesso é una duttilità che prima non avevamo. Il mercato che abbiamo fatto permetterà alla squadra di avere una modalità un po’ diversa. La nostra forza però è il collettivo, la forza del Genoa è il collettivo e sarà sempre il collettivo. Se possiamo aggiungere individualità per fare meglio lo faremo, lo stiamo facendo, ma senza dimenticare mai che la nostra forza sarà sempre il collettivo. Per quello abbiamo protetto sulla squadra, abbiamo detto: 'No, la nostra forza è quello che abbiamo già'. L'ho detto il primo giorno che sono arrivato: 'Attenzione che nostra forza è qua'. Prima di andare a cercare fuori bisogna guardare dentro. Ci sono giocatori che tre mesi fa avevano una performance molto diversa, non si trovavano in campo a livello tattico, ora grazie allenatore la squadra si trova bene in campo e i giocatori hanno preso valore individuale e collettivo. E' chiaro che non è così facile migliorare la squadra del Genoa. E' la verità, senza dimenticare che il nostro obiettivo all’inizio del mercato era mettere l’aspetto sportivo al centro del progetto".

Tre domande in una: a che punto è il rinnovo di Martin?
"Stiamo parlando con i giocatori, penso che da qui a fine marzo sarà un momento importante per i rinnovi".

Non è da tutti vedere ai giorni nostri il blitz in Portogallo per Amorim.
"Alla fine penso che siamo essere umani, bisogna parlare con le persone , guardarsi negli occhi. Quando fai un investimento così forte bisogna andare sul posto e parlare con le persone. Non è stato il primo viaggio in Portogallo, anche se non è uscito pubblicamente, era il momento di andare per accelerare la trattativa e chiuderla e lo abbiamo fatto con molta determinazione. Non è stato facile perché c'erano squadre che facevano offerte più vantaggiosa per l’Alverca, lasciando lì il giocatore sei mesi in prestito. Bisognava convincere il giocatore, che senza la sua voglia e determinazione il trasferimento non ci sarebbe stato. Poi il club, i procuratori. E' un metodo che ho visto tanto in quello che è stato un mio maestro, Ocampos, che ha lavorato sempre su questa strada dello scouting, della ricerca del talento senza mai dimenticare la sensazione umana che alla fine fa la differenza".

Le mancate uscite di Onana e Cornet?
"L’uscita di Thorsby ha bloccato l’uscita di Onana. Volevamo mantenere un giocatore con capacità, centimetri per un certo momento del gioco. Lo conosco da tanto tempo, ha fatto tante partite a livello alto in Francia. Rappresenta una soluzione per l’allenatore, non ha minuti per ora, dobbiamo fargli capire che con questi cambi nella rosa avrà più spazio e dobbiamo lavorare tutti insieme per essere a disposizione del mister. Cornet è un giocatore da Genoa, é stato infortunato tanto tempo, ora sta bene e se ta bene é un’opzione per il mister".

TMW - Si è parlato poco dell'acquisto di Doumbia. Che tipo di giocatore è?
"Per una società come il Genoa é importante fare investimenti anche a lungo medio raggio. Lui é un investimento a medio raggio. E' un 2007 ma sta dimostrando di fare bene in una categoria difficile come la Serie C, abbiamo deciso di lasciarlo per finire la tappa maturazione. Siamo convinti di aver preso un giocatore di prosepttiva alta".

Ha un rimpianto di mercato?
“Sempre ci sono rimpianti, cose che rimangano nella testa. Dopo il mercato facciamo un po' il bilancio di tutto, delle operazioni che avremmo voluto fare, dei giocatori che avevamo in testa, nelle liste. Noi lavoriamo sempre con dieci nomi per ruolo per anticipare il mercato. Sempre vogliamo migliorare e fare di più. Abbiamo rimpianti, ma non posso dirteli qua".

Le altre squadre in lotta per la salvezza si sono rinforzate.
"Sono focalizzato sul nostro percorso, non posso controllare quello che fanno gli altri. Il nostro obiettivo è la salvezza, abbiamo fiducia nella squadra, nello staff, nell’allenatore. I i giocatori arrivati devono subito a disposizione per aiutare la squadra".

E' stato un mercato di attesa. Quanto ha aiutato la forza del gruppo che c’era nel fare un mercato con i tempi giusti?
"Molto, da una parte hanno risposto bene i giocatori e sono qui per questo, ma bisogna dirlo che con tutte quelle turbolenze dovute al mercato, sia per chi riceve offerte sia per chi sa che cerchiamo giocatori al loro posto gennaio diventa difficile, hanno risposto benissimo, noi avevamo chiarissimo con l’allenatore cosa volevamo. Stavamo lavorando da due mesi su quello che volevamo e finché non abbiamo trovato i giocatori giusti non ci siamo mossi".

Nelle ultime partite ci sono stati episodi arbitrali sfavorevoli al Genoa.
"Abbiamo un grandissimo rispetto per gli arbitri, loro fanno il loro lavoro, come tutti fanno errori. L’importante è prendere dagli errori e cercare di non ripeterli. Purtroppo abbiamo avuto errori contro nell’ultimo mese e mezzo. Per me é importante la capacità di riconoscere gli errori e spero la capacità di non ripeterli. Un aspetto che non è stato sottolineato tanto, ma che per me é importante, è che contro il Bologna si messo il focus sul rosso a Skorupski, ma nella prima parte c’è stato un episodio per un rigore per noi, e nel calcio la cronologia é importante. Quanto accaduto al minuto dieci condiziona per tutta la gara, credo sia più importante un’azione che accade al decimo minuto che al sessantesimo. Gli arbitri hanno riconosciuto che era rigore quello su Vitinha. Andiamo avanti senza nessun pensiero cattivo sul fatto che ci sia qualcosa contro il Genoa e con la consapevolezza della capacità e dell’umiltà degli arbitri.

Il mercato è finito o i mercati aperti possono far uscire ancora qualcuno? C’é interesse dalla Turchia per Frendrup?
"Ci sono mercati aperti. L'unica opzione è cercare di aiutare Siegrist, per il resto non pensiamo si muoverà qualcosa".

Che giocatore è Nuredini?
"E' un giocatore molto sveglio, soprattutto negli ultimi dieci metri di campo e questo è importante nel calcio, si allena forte. Si sente che è professionista nella sua testa e si allena forte con noi. Avrà anche più minuti nella Primavera e si alternerà con la prima squadra, ma é un giocatore che per noi è importante e che sarà importante".

Quanto è stato importante il via libera di Sucu e Blazquez per fare operazioni importanti?
"Ovviamente abbiamo avuto il supporto del presidente e del CEO Blazquez per fare tutto quello che abbiamo fatto sul mercato. Per ottimizzare la Rosa, per proteggere la squadra sportivamente parlando, per migliorarla e portare caratteristiche diverse. Tutte le decisioni al Genoa si prendono assieme, si prendono allineati, si prendono sulla stessa direzione che per me è una cosa che, si pensa in tutte le squadre sia così, ma non sempre lo è e qui al Genoa lavoriamo tutti nella stessa direzione. Questo mercato é anche un segnale chiaro di come farlo".

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