Hellas, Marroccu chiarisce: "Caprari mi chiese la cessione. Scelta Bocchetti mai in discussione"
A margine della conferenza stampa andata in scena questo pomeriggio di Bocchetti, il d.s. del Verona Francesco Marroccu si è soffermato su alcuni temi caldi sollevati dai giornalisti presenti in sede. Di seguito le sue dichiarazioni.
Caprari era un incedibile, Cioffi un predestinato: come si sente, e come sta valutando questo momento molto negativo?
"Il professionista deve rispondere di quello che fa, e ogni situazione ha una sua logica. Su Caprari ho visto che nel momento in cui l'ho reso incedibile, insieme ad altri giocatori, poi subentrano anche le esigenze personali dei giocatori. Il mio errore è stato quello di non venire a dire in conferenza stampa che mi aveva chiesto di essere ceduto, forse ne sarei uscito meglio rispetto all'opinione pubblica. Ho visto grande attenzione a rilevare il mio 'incedibile', e poca disponibilità invece a valutare le parole di Caprari, che ha sottolineato come non potesse dire no a Berlusconi e Galliani. Non credo di aver fatto nulla di diverso a quello che avrebbe fatto un mio collega. Che Cioffi sia un predestinato lo dirà il tempo, e a quel punto rivedrete la mia posizione: non è stato fortunato, più che non è stato aiutato, perché ho dato anima e corpo per lui. E non sarà un lavoro sprecato, ha tutto per diventare un ottimo allenatore. Non è riuscito a farlo all'Hellas, ma lo dirà il tempo se ho sbagliato".
Come si spiega invece la presenza di Lopez in sede lunedì?
"Nasce dal fatto che l'obiettivo è sempre stato Bocchetti, che è stato chiamato domenica sera, ma che non ha il patentino. Da qui nasce anche il fatto che martedì allena e giovedì viene annunciato: dovevamo capire quale fosse burocraticamente la miglior soluzione per ottimizzare la scelta, che non è mai stata in discussione. Dirò di più: Setti, nel chiamarmi a giugno, era 'ossessionato' dallo spirito dell'Hellas. E dopo averlo toccato con mano posso dire che è impossibile farne a meno, è dentro la squadra e dentro le persone. E quando mi chiamò gli dissi 'Bocchetti'. Lo vidi guidare la squadra a Cagliari, ma il problema era insormontabile. E quindi abbiamo dovuto fare una ricerca che non rinnego, perché sono certo che Gabriele arriverà. L'ho dovuto esonerare io, e l'ho fatto col rammarico di aver dovuto esonerare otto professionisti di livello. In questo esco perdente, ma non per aver detto delle cose che non ho fatto. È sempre un problema di coscienza, che mi fa andare avanti".
Quindi Lopez non era la sua prima scelta.
"Io ho due linee da seguire: il rispetto dei regolamenti e il DNA dell'Hellas. E lì mi muoverò".
Se Lopez è una sua scelta, e qua c'è Bocchetti, è un problema per lei...
"Il problema lo doveva avere soltanto Bocchetti. Mi avrebbe detto lui, a quel punto, 'perché mi chiami?'. E invece se è qua è perché conosce l'iter della mia scelta. Abbiamo valutato insieme come potevamo risolvere un problema, e la soluzione l'abbiamo trovata martedì".






