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Hellas-Milan 1-2, le pagelle: Gabbia aiuta Gunter, Rebic e Tonali danno i tre punti al Diavolo

Hellas-Milan 1-2, le pagelle: Gabbia aiuta Gunter, Rebic e Tonali danno i tre punti al Diavolo TUTTOmercatoWEB
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Dimitri Conti
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Dimitri Conti
lunedì 17 ottobre 2022, 06:19Serie A

Risultato finale: Hellas Verona-Milan 1-2

HELLAS VERONA (di Marco Pieracci)

Montipò 7 - Trafitto subito dal fuoco amico, graziato dallo scavetto fuori misura di Giroud. La prima parata vera è su Rebic, sul quale si ripeterà più tardi. Dice di no anche a Theo, non può niente su Tonali.

Hien 6 - Ripulisce l'area di rigore con delle ottime letture dimostrando di possedere un discreto senso della posizione.

Magnani 5,5 - Maltrattato da Leao, però merita solidarietà: gli servirebbe un motorino per riuscire a tenerlo quando decide di accelerare.

Gunter 6,5 - Lascia la mattonella centrale a Magnani, si riscopre goleador trovando il pareggio con la gentile collaborazione di Gabbia. Sfiora due volte la doppietta.

Faraoni 6 - Torna titolare dopo due mesi e il battesimo è da far tremare i polsi perchè quelle zolle sono bazzicate da Theo e Leao. Esame superato.

Tameze 6,5 - Recuperatore seriale di palloni, avvia l'azione del gol. Boss del centrocampo: clonarlo non sarebbe una cattiva idea. Quando esce si nota la differenza. Dal 66' Hongla 5,5 - Si becca subito un giallo, fa rimpiangere chi lo precede.

Veloso 5 - Beffa Montipò con un tocco tanto maldestro quando sfortunato. Mette una gran palla a Piccoli, aiuta sempre nei raddoppi ma si perde Tonali nell'episodio decisivo.

Depaoli 6 - Padroneggia discretamente bene la corsia mancina, nonostante non sia la sua comfort zone. Geniale il tacco per il pareggio.

Verdi 6 - Cresce la condizione e con essa pure le prestazioni. Regista offensivo in piena regola, cuce il gioco dando qualità alla manovra. Dal 70' Kallon sv

Hrustic 5,5 - La partita inizia come peggio non potrebbe: è lui a mandare in porta Leao. Prova a riscattarsi con un bel sinistro a giro fuori di poco, poi si fa male. Dal 54' Piccoli 6 - Fa tremare subito la traversa di Tatarusanu.

Henry 6 - Non segna più da tempo, nonostante la buona volontà. Rigorosamente spalle alla porta, aiuta con delle sponde utili per far salire la squadra. Dal 66' Djuric 6 - Chili e centimetri per tenere la pressione alta.

Salvatore Bocchetti 6 - Allievo di Gasperini e Juric, sul campo ne ripropone fedelmente i principi. Il suo è un calcio diretto senza troppi fronzoli: accetta il rischio di giocare uomo su uomo, consapevole dei rischi. Alla prima panchina in Serie A per poco non ferma il Milan. Non ci riesce ma la squadra sembra già trasformata.

MILAN (di Dimitri Conti)

Tatarusanu 6 - Il Verona spinge ma lo insidia poco, a fargli male è quel Gabbia che in teoria dovrebbe aiutare a difenderlo. Nel secondo tempo ringrazia la traversa per aver fermato l’incornata a botta sicura di Piccoli.

Kalulu 6 - Il suo diretto avversario di serata, Hrustic, è abbastanza vivace e serve attenzione per non farlo andare in porta. Limita la fase di spinta a rare circostanze, ma concede pochi spazi da attaccare sul suo lato.

Gabbia 5 - Maldestro nell’andare a intercettare il tiro-cross di Gunter, si rivela fuoco amico per Tatarusanu e Re Mida al contrario. Non perfetto neanche quando va in marcatura su Piccoli, fermato solo dal legno. Brutta serata.

Tomori 6 - Evidenzia piccole imperfezioni, soprattutto nel finale del primo tempo, ma nel complesso vive una serata pienamente all’interno della soglia della sufficienza. Errori da matita rossa non se ne ricordano, miracoli neppure.

Theo Hernandez 6,5 - In una serata di inedita sterilità offensiva dal centrocampo in su, l’aiuto può arrivare dalla difesa e nel secondo tempo, vista l’antifona, si applica: sia da assistman che calciando. Non va, ma per poco.

Tonali 7 - Serata non sempre facilissima, l’aggressività degli avversari è una condizione di scomodità ricorrente. Quando trova uno spazio da attaccare, però, si invola verso la porta e regala i tre punti. Vicino persino al bis.

Krunic 5,5 - Lui che per Pioli ha scritto “multiuso” e non il suo cognome dietro la maglia, al Bentegodi viene arretrato a centrocampo per far rifiatare Bennacer. Non regala la stessa pulizia di chi rimpiazza nell’ora in cui sta dentro. Dal 60’ Bennacer 6 - Contribuisce a migliorare l’uscita dal basso, una delle cose meno efficaci del Milan nella prima ora di gioco. Anche se non si vede, se non quando è ammonito, incide.

Diaz 6 - Spostato sulla destra per far spazio ad Adli, la fascia non è il terreno di caccia che predilige e in qualche tratto della gara si vede. Non quando vede il corridoio giusto per mandare in porta Giroud, che spreca. Dal 46’ Origi 5,5 - Si sistema largo a destra, in una posizione che non sarebbe proprio la sua. Un paio di cross invitanti, poi sparisce per lunghi tratti. Un mancino potente ci ricorda che c’è, ma non basta.

Adli 5,5 - Alla quattordicesima partita in stagione, è tempo della prima da titolare. Un po’ timido nell’approccio, come molti compagni, sembra sempre in procinto di tirare fuori la giocata giusta, ma quel momento non arriva. Dal 60’ Pobega 5,5 - Sta trovando il suo posto nella visione tattica di Pioli, smentendo quei tanti che credevano il contrario. Stasera, però, non trova la giusta collocazione in campo.

Leao 6,5 - Scombinatore per natura, manda in imbarazzo tre avversari e causa l’autogol di Veloso. Ogni volta che accelera per chi si trova sulla sua strada son dolori, ma i compagni stasera faticano a coinvolgerlo come si deve. Dall’83’ Thiaw 7 - Entra per dare più sostanza alla difesa e trasforma in realtà l’intento, con un muro decisivo su Depaoli. Evita un gol già fatto e si ripete al novantesimo: un punto per ogni minuto regolamentare giocato.

Giroud 5 - Raccoglie l’involontario invito di Hrustic e innesca Leao per lo 0-1, ma un minuto dopo spreca la palla del raddoppio immediato. Errore pesante, visto che l’Hellas rientra subito in gara. Lui, invece, esce presto. Dal 46’ Rebic 7 - Va ad agire più centrale, da centravanti, e dopo quattro minuti fa le prove con il gol. Serve un super Montipò, di nuovo, per non farlo esultare: allora si traveste da rifinitore e manda in porta Tonali.

Stefano Pioli 6,5 - Se il calcio fosse solo cattiveria, determinazione e approccio, i primi minuti sarebbero del Verona, ma a passare avanti è il suo Milan. Fallito il raddoppio, però, la più classica delle punizioni: il gol avversario, con collaboratori inattesi in maglia rossonera. I suoi incassano il colpo e rimangono troppo spesso vittima delle linee di pressione scaligere, creando ben poco per tornare in vantaggio. A un quarto d’ora dal novantesimo cinque minuti di sussulto offensivo: tanto basta per portarsi a casa la posta in palio. Con Rebic, dentro già all’intervallo, come arma tattica e Thiaw cambio felicemente azzeccato per il difficile finale.

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