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Chapeau dottor Simone. Se mister Inzaghi svolta in Italia può cambiare il suo futuro

Ivan Cardia
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Ivan Cardia
giovedì 20 aprile 2023, 07:00Serie A
20.04.2023 07:00Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

A 270 minuti più recupero, avversari permettendo, dalla vittoria della Champions League ma con la panchina che scotta in Italia. È il paradosso di Simone Inzaghi, il primo tecnico del post-Triplete a portare l'Inter in semifinale, facendo fuori anche il Benfica dopo il Porto. E regalando a Milano e all'Italia un derby di quelli d'alta quota. 10 e 16 maggio date cerchiate in rosso su tutti i calendari della città, in una riedizione del doppio confronto del 2003, esattamente vent'anni dopo, ma senza più i gol in trasferta che valgono doppio a fare da spauracchio.

Dottor Simone. È la faccia estera, quando l'Europa lo chiede i nerazzurri non sbagliano mai. Merito dei giocatori che tirano fuori l'ego? A Cesare quel che è di Cesare: non può essere colpa dell'allenatore se in campionato la squadra va male e poi merito di altri se in Champions vola. Serve equilibrio, quello che la stessa Inter fatica a trovare, Giano bifronte del calcio italiano che torna a splendere oltre le Alpi e sogna addirittura di portare una squadra in ciascuna finale. Roba che nessuno poteva immaginare a inizio stagione e che invece, almeno per l'Inter, è diventata una incredibile realtà. Con tanto di vittime eccellenti, perché aver eliminato il Barcellona resta il vero capolavoro della stagione.

E mister Inzaghi. È quello che deve svoltare in campionato. Perché lì l'Inter non vince da cinque partite e, per tornare a quanto scritto poco sopra, non si può mandare l'allenatore esente da critiche. Ne ha ricevute tantissime, spiega di sapere da che direzione arrivano anche se non è chiaro quale sia - che si riferisca alla corrente societaria che avrebbe già pronta la svolta? - ma allo stesso tempo non si può fare finta che siano tutte ingenerose. L'Inter non ha la classifica di una squadra semifinalista di Champions, nelle prossime ore rischia addirittura di scivolare al sesto posto.

Può cambiare il suo futuro. E francamente, per le soddisfazioni Champions, lo meriterebbe anche. Fino a ieri si parlava di esonero un giorno sì e l'altro pure, oggi è impensabile defenestrare Inzaghi da viale della Liberazione. Ha un anno da contratto e risultati europei che hanno raggiunto soltanto Invernizzi, Herrera, Mourinho: può entrare nel pantheon interista. Basterebbe chiudere al quarto posto, assicurando i soldi UEFA anche nella prossima stagione, per puntellare la panchina. Senza considerare, volando più in alto, le soddisfazioni che potrebbe togliersi un tecnico campione d’Europa.

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