Il figlio di Radice: "Battere la Juve era goduria, oggi è più facile che vinca il Sassuolo"
Ricorrono in questi giorni i 50 anni dalla vittoria dell'ultimo Scudetto del Torino, quello che i granata si sono aggiudicati nel 1976, con l'allenatore che era Gigi Radice. Per omaggiarne e ricordarne la figura, l'edizione di oggi de La Stampa ha intervistato il figlio, Ruggero Radice, oggi collaboratore tecnico del Siena: "Papà era un gigante, all'antica, con valori. Mi ha trasmesso la passione per il calcio e il virus granata".
Quindi Radice junior torna con la mente a quegli anni a Torino: "Epoca meravigliosa, papà era in una fase straordinaria della carriera: era giovane e vincente. Al Filadelfia ero il bambino più felice del mondo. Esigeva molto dai calciatori, ma a fine allenamento creava un ambiente molto diverso. Però teneva molto ai risultati".
Cos'erano per lui i derby? Ricorda ancora il figlio d'arte: "Battere la Juve era una goduria totale, ma se perdeva… Per fortuna il Toro era quello vero. Vorremmo tutti fosse ancora così. Sentiva la settimana del derby in modo speciale: oggi sembra una sfida impari, è più facile che vinca il Sassuolo contro la Juve. Come faceva? Con giocatori forti, che avevano senso di appartenenza".











