Inizio difficile per la Spagna, ma Herro resta fiducioso: "Ci sono tanti elementi che mi fanno sperare"
Figura simbolo della spagna e del Real Madrid tra gli anni Novanta e Duemila, ai microfoni ufficiali della FIFA è intervenuto l'ex difensore Fernando Hierro per commentare la Coppa del Mondo. Queste le sue parole: "Sembrano un gruppo molto unito. Dall’esterno si percepisce chiaramente che all’interno della squadra c’è un’atmosfera eccellente. Luis de la Fuente conosce bene questi giocatori e sa come valorizzarli, avendo lavorato con la maggior parte di loro già nelle nazionali giovanili, e questo si vede. È una squadra solida. Si parla spesso della loro giovane età, ma in campo non la dimostrano affatto. Sono preparati, hanno fiducia nei propri mezzi e mostrano una grande coesione. Tutti questi elementi fanno ben sperare per le possibilità della Spagna al Mondiale".
Qual è il punto di forza di questa Spagna?
"Mi piace molto il loro carattere. Affrontano ogni partita allo stesso modo, indipendentemente dall’avversario che hanno di fronte. Anche quando si tratta di una semifinale o di una finale dell’Europeo, restano fedeli alla propria identità e al proprio modo di giocare. Sono una squadra estremamente completa. Sanno quando gestire il possesso del pallone, quando aumentare il ritmo, quando giocare in verticale, quando attaccare gli spazi e quando appoggiarsi a un centravanti di riferimento. Non sono legati a un unico sistema di gioco ben definito, ma dispongono di una notevole flessibilità tattica. Possono modificare il proprio assetto, cambiare modulo e adattare l’approccio nel corso della partita. Questa capacità di evolversi in base alle situazioni permette loro di giocare con grande sicurezza e fiducia nei propri mezzi".
Che pensa dei giovani come Lamine Yamal o Pedri?
"Se non conoscessi la loro età, non crederesti mai che siano così giovani. Lo si capisce dal modo in cui interpretano il gioco e si esprimono in campo. Giocano con grande libertà, ma allo stesso tempo si assumono responsabilità importanti. Vogliono dare il massimo e incidere sulla partita, senza però rinunciare al piacere di giocare, e questa creatività è un aspetto fondamentale del loro calcio. Nico Williams, Lamine Yamal e Pedri hanno tutti una personalità straordinaria. Nico e Lamine affrontano l’uno contro uno senza alcun timore, mentre Pedri possiede una sensibilità unica nel gestire i ritmi della partita: sa quando rallentare, quando accelerare e quando portare palla per creare superiorità. Hanno una maturità ben superiore alla loro età, una qualità rara da trovare. Giocano con una sicurezza e una consapevolezza che normalmente appartengono a calciatori molto più esperti".
Quanto è difficile ottenere quanto fatto da De la Fuente?
"È la dimostrazione del lavoro che la federazione spagnola porta avanti da molti anni. Questi giocatori sono il prodotto del sistema giovanile spagnolo ed è evidente che siano cresciuti all'interno di una filosofia comune, con un'identità ben definita e una visione condivisa di come interpretare il calcio. Luis de la Fuente è una figura molto equilibrata e conosce questi ragazzi da tempo. Conosce a fondo il gruppo e anche il funzionamento della federazione, oltre ad avere una comprensione eccezionale del percorso di crescita dei talenti nel calcio spagnolo. Da osservatore esterno, si percepisce chiaramente un forte legame all'interno della squadra. I giocatori stanno bene insieme, si divertono e sembrano apprezzare davvero il tempo trascorso in gruppo. È un aspetto che conta moltissimo durante un Mondiale, quando si vive fianco a fianco per settimane, soprattutto in un'edizione ampliata come questa. Avere qualità tecniche e tattiche è fondamentale, ma quando a tutto questo si aggiungono armonia, fiducia reciproca e piacere di stare insieme, si crea un ambiente che può fare la differenza nei momenti decisivi del torneo".






