Inter, a Verona come con le big. Continua il gioco delle coppie, ma i numeri premiano Lukaku
A Empoli, l'Inter non poteva proprio sbagliare. Contro la Lazio, era nella sua zona di comfort, una grande partita, peraltro in un Meazza che in campionato non vedeva sorrisi da troppo tempo. A Verona, viceversa, vi sarebbero tutte le condizioni, o meglio i rischi, per tornare alle brutte vecchie abitudini. Non intenzionalmente, ça va sans dire, ma è la storia di una stagione divisa a metà per i nerazzurri di Simone Inzaghi. Rischi che però l'Inter non può più permettersi: proprio il successo sui biancocelesti ha sparigliato tutte le carte del gruppo Champions e non approfittarne sarebbe un peccato capitale. Cosa che l'allenatore piacentino sa benissimo ed è questo il messaggio che trasmetterà in vista del Bentegodi: stiamo rimettendo in sesto la stagione, non fermiamoci adesso. Del resto, in proprio supporto potrebbe usare il calendario recente delle due formazioni: nelle ultime cinque partite, l'Hellas ha fatto un punto in più dell'Inter.
Il gioco delle coppie. Continua il turnover in attacco: Lukaku-Correa con la Lazio, Dzeko-Lautaro con l'Hellas. Non dovrebbero esservi variazioni in questo spartito tattico, dopo che Inzaghi ha parlato di "quattro titolari" ed effettivamente il minutaggio dell'ultimo mese va in questa direzione. Non i risultati, però: tra marzo e aprile, Lukaku ha portato a casa sei gol e cinque assist, Lautaro cinque reti e un passaggio decisivo; Dzeko è praticamente a secco, Correa fermo al bel gol col Benfica. Una disparità che, per ora, non dovrebbe mutare le gerarchie e le coppie offensive dell'Inter. In vista del Milan, però, qualcosa sta cambiando.






