I numeri da invertire di un Venezia indifeso. E si ferma anche Busio
Roma non è stata costruita in un giorno e nemmeno Venezia. A Stroppa serve tempo perché ha una squadra completamente nuova, o quasi, con giocatori che devono inserirsi in un certo tipo di idea di calcio che non è così immediata da assimilare. Ma quanto tempo servirà? E cosa si può fare, nel frattempo, per portare intanto qualche punto a casa? Il calendario nelle prossime sei gare sarà ancora tosto: Lazio, Atalanta, Napoli, Genoa, Inter e Como.
Non si può gettare alle ortiche dopo un mese un progetto almeno triennale che è stato costruito con convinzione in un ambiente entusiasta. Ma diversi segnali non sono buoni e il Venezia deve invertire la rotta per non compromettere ciò che con tanta fatica si è costruito e guadagnato.
Un Venezia indifeso
Contro la Fiorentina il Venezia dimostra ancora che effettivamente un'identità ben precisa ce l'ha, così come la capacità non comune di trovare vie diverse per essere pericoloso. Al contempo però c'è una fase difensiva che forse non è mai stata così lacunosa. Così come la capacità della squadra di saper leggere i momenti della gara e la percezione generale del pericolo. Tanto è vero che il vantaggio di Akor Adams dura appena sei minuti.
Il Venezia è iin piena emergenza lì dietro, sono fuori Bella-Kotchap, Franjic, Sverko. Haps è stato adattato a fare il braccetto di difesa, con Moreno alla prima da titolare (e con i crampi al momento in cui viene bruciato da Pellegrino) e Juan Jesus all'esordio assoluto.
Ma al di là degli interpreti resta la sensazione di una squadra indifesa: la Fiorentina ieri ha fatto quattro gol, ma potevano essere molti di più. La Viola è riuscita a calciare ben 15 volte da dentro l'area di rigore, con 19 tiri totali, 10 dei quali in porta con 6 parate di Stankovic. E fanno 11 gol subiti in 4 partite in campionato. 15 in 6, considerando la Coppa Italia. In pratica il Venezia parte sistematicamente dallo 0-2, almeno.
Le domande cui rispondere
L'immagine che rende bene l'idea è quella di fine primo tempo: lancio lungo di De Gea, Njie si trova direttamente davanti a Stankovic, con Busio (!) a rincorrerlo. Com'è possibile, al di là dell'emergenza? E che soluzioni si possono trovare per impedire che si ripeta, in attesa che recuperino i migliori e che i nuovi si inseriscano? È una questione di lavoro o di livello dei giocatori? Domande alle quali è bene trovare al più presto una risposta.
Fra l'altro proprio in quella azione lo stesso Busio si ferma: "Pensiamo si sia fatto veramente male a livello muscolare", ha detto Stroppa in conferenza. "Bisogna essere equilibrati: quando recupererò giocatori importanti, la squadra ne trarrà giovamento", ha anche spiegato l'allenatore a Dazn nel parlare dei problemi difensivi. Uno di questi è Juan Jesus: duro, determinato, ciò che serve in questo momento. Lui e Moreno sono destinati a prendersi un posto alla ricerca di questo cambiamento.






