Inter, com'è cambiato il mondo. 12 ko non si vedevano dal 2016, ma ora non importa a nessuno
È che alla fine ci si può girare attorno poco, contano i risultati. Quelli che hai fatto e quelli che puoi fare. I sogni che i tifosi fanno, venti giorni da qui a Istanbul costellati da una roba che ad agosto nessuno immaginava neanche in fase REM. L'Inter perde di nuovo: a Napoli arriva la dodicesima sconfitta in questo campionato. Non accadeva dal 2016, dall'annata tremenda di De Boer-Vecchi-Pioli-Vecchi. Succede dopo una serata da catenaccio e contropiede, riusciti bene il primo e male il secondo, poi dall'espulsione di Gagliardini in poi così così entrambi. Avviene dopo che l'Inter ha, inconsciamente per carità, deciso che il Napoli era troppo forte e che alla fine una partita ogni tanto la si può anche perdere.
Ma oggi a nessuno importa. Perché, appunto, tutto va contestualizzato. La dodicesima sconfitta in questa Serie A è un caso, in casa dei più forti. Un puntino in una primavera che ha visto rifiorire il nerazzurro più di ogni altro colore. Quasi alla vigilia - bontà di un calendario senza un attimo di fiato - della seconda finale stagionale, la prima da giocare come antipasto di quella, bellissima comunque vada, in programma in Turchia. E quindi, giustamente, non partirà alcun processo, neanche al turnover di Inzaghi, forse eccessivo ma che rimane la grande scoperta di questa seconda parte di stagione.
Lukaku il simbolo di un mondo che è cambiato. Anche nella sconfitta, il frontman resta il belga. Da aprile ha segnato sei gol in campionato: come Lautaro, nessun altro ha fatto meglio. Serve a ricordare, appunto, che con la svolta stagionale cambiano tutti i parametri. Quasi diventa una buona notizia la sconfitta, ché una vittoria al Maradona avrebbe rilanciato i rimpianti della rosa più competitiva del campionato ferma a distanza siderale dalla vendetta. No, fermi tutti, forse così è troppo. Resta un bilancio complicato, un finale incerto in Serie A, ma che può essere da vissero felici e contenti. E la svolta resta merito di Inzaghi, ecco perché quei bilanci di cui sopra nn torneranno a galla. Quanto a Lukaku: segna ancora, entra Lautaro e si sblocca. Un pensierino, in vista di quelle due finali lì, sarebbe d'obbligo.






