Inter, il debutto da titolare di Stones si chiude tra gli applausi. Ma son già dolori
Alla Scala di Milano si dice buona la prima. Alla Scala del Calcio, il ballo da debuttante di John Stones è andato così. L’esordio da titolare con la maglia dell’Inter del difensore inglese, arrivato in estate alla fine della sua esperienza con il Manchester City, si è chiuso tra gli applausi, più di incoraggiamento che altro, di San Siro, nei confronti di un calciatore arrivato con un grandissimo curriculum alle spalle, e pure un enorme punto interrogativo nel futuro.
Son già dolori
Prima di arrivare al punto, la partita: non entusiasmante. Nel disastro collettivo dello 0-2 dei friulani, c’è lo zampino di Stones. O meglio, non c’è: può essere il terzo o quarto in ordine di responsabilità - prima Diouf e Martinez, poi se la gioca con Zielinski che perde l’uomo -, ma comunque l’inglese è rimasto a guardare e passeggiare mentre l’Udinese fiocinava l’Inter. Poi, come tutta la squadra, una prestazione in crescita. Fino all’uscita dal campo.
Stones ha infatti alzato bandiera bianca attorno all’ora di gioco. Non è detto che sia nulla di particolare, può anche trattarsi di stanchezza - per quanto la preoccupazione di Lautaro e del diretto interessato dia indizi diversi, ma questo si vedrà -; il punto è il passato recente. Nello scorso campionato di Premier League, Stones ha giocato appena nove partite, di cui cinque da titolare, con uno score complessivo di diciotto gare stagionali con il City. Numeri analoghi a quelli della stagione precedente, e anche nel 2023/2024 - quindi tre stagioni fa - gli infortuni lo hanno frenato. In casa Inter incrociano le dita: che il rischio ci fosse, era chiaro a tutti (e altrimenti Stones probabilmente non sarebbe arrivato, almeno non a zero), ma la speranza è che ci sia più spesso di quanto sia accaduto in Inghilterra.






