Istanbul, Monaco, Zenica: il blocco Inter non regge le partite decisive. Né in Champions né in Nazionale
C'era una volta il blocco Juve. C'è, adesso, il blocco Inter. La storia della nostra Nazionale, nel corso dei vari cicli, è stata caratterizzata da calciatori che facevano parte, praticamente sempre, di una sola società italiana e se il così detto blocco Juventus ha dato molto spesso i frutti sperati, non possiamo certo dire lo stesso di quello formato da giocatori nerazzurri che nella notte di Zenica hanno fallito, tutti o quasi.
I precedenti in Champions.
Ma il cammino fatto di sconfitte parte da lontano, dalla finale di Champions League del 2023. In quel caso arrivò una sconfitta, contro il Manchester City, con l'Inter che uscì a testa altissima senza però conquistare il trofeo. Tutt'altra storia quella dell'anno scorso, quando i nerazzurri hanno perso ancora una volta l'ultimo atto della competizione più importante d'Europa ma in modo totalmente diverso, rimediando la sconfitta più pesante della storia delle finali di Champions. Sia chiaro, l'Inter non è composta da soli calciatori italiani, ma la cosa certa è che il gruppo dell'allora tecnico Simone Inzaghi non ha retto nei giorni più importanti e con maggiore pressione.
Il fallimento azzurro.
Ecco, la stessa cosa è accaduta anche ieri, seppur a livelli diversi, parlando dei singoli. La prova di Bastoni è stata la peggiore ed è costata l'eliminazione all'Italia, quella di Barella la migliore, ma comunque non del tutto all'altezza delle aspettative. Poi c'è quella di Dimarco, tra i peggiori in assoluto sommando le prestazioni con Irlanda del Nord e Bosnia, e infine quella di Pio Esposito, che ha prima fallito il gol del possibile 2-0 e poi ha calciato alle stelle il primo rigore italiano della serie. Il futuro sarà suo, il presente però ci dice altro. E la certezza è che il blocco Inter ha fallito.











