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Italia fuori dal Mondiale, Zoff: "Serie A lenta e spezzettata, in Europa vanno a un’altra velocità"

Italia fuori dal Mondiale, Zoff: "Serie A lenta e spezzettata, in Europa vanno a un’altra velocità"TUTTO mercato WEB
Daniel Uccellieri
Oggi alle 10:06Serie A
Daniel Uccellieri

L'ex capitano azzurro Dino Zoff, campionde del mondo con l'Italia nel 1982, intervistato dal Mattino di Padova analizza la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale partendo dal campo e dai limiti strutturali del calcio italiano.

"Abbiamo fatto poco anche quando eravamo in undici contro undici". L’ex portiere campione del mondo a Mondiale di Spagna 1982 individua subito il problema principale nella prestazione contro la Bosnia. "È vero, la gara è stata condizionata dall’espulsione di Bastoni, ma anche prima non avevamo fatto molto». Poi aggiunge: "La Bosnia ci ha regalato il primo gol, è riuscita a pareggiare ed è finita com’è finita, cioè malissimo. La verità sta nel mezzo, ma una Nazionale come la nostra che salta tre Mondiali consecutivi è una cosa seria".

L’ex ct preferisce non entrare nelle questioni politiche del sistema calcio, ma evidenzia con forza un problema di gioco: "Non voglio parlare di politica calcistica, non mi compete". Tuttavia, sottolinea: "In Serie A si gioca un calcio lento, con tanti fischi arbitrali". E rincara: "Il Var interviene come se piovesse, i ritmi sono blandi e ne risente lo spettacolo". Il confronto con l’estero è netto: "In Europa vanno a un’altra velocità".

Sul mancato passo indietro del presidente Gabriele Gravina, Zoff non si espone: "Non entro nel merito". Preferisce un ricordo personale: "Quando tornammo da un Mondiale perso in finale, a Mondiale di Messico 1970, fummo accolti malissimo".

Riguardo al nuovo format del Mondiale, allargato a 48 squadre, l’ex portiere mostra apertura: "Il mondo del calcio è cresciuto, è giusto che ci siano più nazioni". Anche se ammette: "Sulla qualità si può discutere". E aggiunge: "Ai miei tempi Urss e Jugoslavia erano squadroni, oggi ci sono tante repubbliche comunque competitive".

Zoff respinge invece alcune critiche moderne ai calciatori: "No, non è quello il problema". E spiega: "Appena uno viene toccato si rotola a terra come se avesse preso una scossa elettrica". Per lui è un tema culturale: "Dobbiamo ritrovare una cultura sportiva diversa". E conclude: "Non possiamo dire che uno è furbo perché si guadagna un rigore".

Infine, sul tema delle riforme, si mostra scettico: "Mi chiedo quali siano queste riforme". E indica una differenza generazionale: "Una volta rincorrevi un pallone tutto il giorno in strada". Oggi, invece, "un bambino per giocare deve andare a scuola calcio e sta in campo al massimo un’ora o due".

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