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Pierozzi: "Palermo scelta giusta, posso arrivare in alto. Inzaghi? Rapporto che va oltre al calcio"

Pierozzi: "Palermo scelta giusta, posso arrivare in alto. Inzaghi? Rapporto che va oltre al calcio"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Daniel Uccellieri
Oggi alle 09:04Serie B
Daniel Uccellieri

Il “fedelissimo” di Filippo Inzaghi, ma non solo. In un’intervista al Corriere dello Sport, Niccolò Pierozzi racconta il suo percorso tra Firenze, le esperienze con Inzaghi e il presente al Palermo.

"La mia famiglia è del quartiere di Rifredi, fino a 20 anni non mi sono mai mosso da Firenze ed ero orgoglioso di quel percorso". Il legame con la città è forte: "Le giovanili viola sono una scuola formidabile, ho girato l’Europa con i tornei di categoria, vinto la Coppa Italia e avuto allenatori come Bigica e Aquilani".

Sul mancato salto definitivo alla Fiorentina, Pierozzi spiega: "Nel 2023 sono stato sei mesi in prima squadra, ma un infortunio mi ha tenuto fermo a lungo". Poi aggiunge: "Ho esordito in Conference League, ma a gennaio ho preferito cercare più spazio alla Salernitana". In estate, racconta, non si è trovato l’accordo per il rinnovo e ha scelto Palermo, dove intravede grandi possibilità di crescita.

Uno dei passaggi più curiosi riguarda il gemello Edoardo: "Siamo monozigoti, ci somigliamo moltissimo e da piccoli ci scambiavano spesso". E racconta: "Lui è passato da Palermo in un altro periodo, oggi gioca nel Benevento ed è primo in classifica". Tra i due, ammette, esiste un legame particolare anche in campo: "Capita spesso che segniamo nello stesso turno, ci scherziamo su. Alcune cose tra gemelli si sentono e basta".

Sul rapporto con Inzaghi, Pierozzi è chiaro: "Non mi limita affatto, tra me e il mister c’è un rapporto di fiducia che va oltre il calcio". E aggiunge: "Siamo stati insieme alla Reggina e a Salerno, l’ho ritrovato a Palermo. So come lavora e ho cercato di essere un riferimento per i compagni spiegando le sue idee".

Il giocatore sottolinea anche l’evoluzione del tecnico: "Ha aggiunto qualcosa, il calcio è in continua evoluzione". Pur cambiando moduli, resta però una costante: "Il suo marchio di fabbrica è il temperamento, e credo lo abbia trasmesso bene a questo Palermo".

Guardando al finale di stagione, Pierozzi invita alla prudenza: "A questo punto tutti arrivano un po’ usurati, la differenza la fa la testa". E ribadisce: "Ci sono sei partite ma ne pensiamo una per volta". Sui big match aggiunge: "Dobbiamo fare punti con tutte, inutile guardare solo agli scontri diretti".

Sul piano personale, ricorda la sua duttilità: "Nasco difensore, ma posso giocare in più ruoli sulla fascia". E sottolinea con orgoglio: "Alla Pro Patria ho fatto 8 gol in un anno, con la Salernitana ho segnato anche allo Juventus Stadium". A Palermo, invece, molti gol arrivano da palla inattiva: "Sono situazioni che proviamo tanto, lavoriamo molto sui video e riportiamo tutto in campo".

Infine, un pensiero al pubblico del Barbera, considerato un fattore decisivo: "Entrare in campo e vedere la curva ti dà una spinta incredibile". E conclude: "Il nostro stadio è una bolgia, Palermo è una città dove senti davvero l’affetto. Festeggiare con i tifosi ti fa sentire più forte".

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