L'allenatore è preso, ma al Milan mancano ancora tasselli grossi. Ed è battaglia vera
A tre settimane dal poker di licenziamenti post Milan-Cagliari, il Milan ha finalmente scelto il suo allenatore. Ieri, infatti, il club rossonero ha trovato un accordo con sulla base di un contratto biennale con opzione per un'altra stagione a circa 3,5 milioni di euro più bonus legati ai risultati della squadra con Ruben Amorim, tecnico portoghese reduce da uno strepitoso biennio allo Sporting Lisbona e da un disastroso fallimento al Manchester United. Dopo aver scelto il mister, però, bisogna subito completare l'organico con l'inserimento nell'organigramma di via Aldo Rossi dei dirigenti dell'area sportiva.
Le parole del Francoforte
Mathias Beck, presidente del consiglio di sorveglianza dell'Eintracht Francoforte, ha commentato così alla Bild le voci di un possibile addio di Markus Krosche che è finito nel mirino del Milan per il ruolo di direttore tecnico del club rossonero: "Da parte dell’AC Milan non c’è stato nessuno che ci abbia contattato riguardo a Markus Krösche. E noi, come comitato esecutivo dell’Eintracht, dopo esserci confrontati con Markus Krösche, non abbiamo alcun segnale che faccia pensare che voglia lasciare l’Eintracht prima della scadenza del suo contratto nel 2028". Ma il Milan, dopo aver trovato l'accordo con lo stesso Krösche, proverà a convincere il club tedesco, anche attraverso il pagamento di un indennizzo economico. Solo che il Francoforte non è così sereno nel trattare: si preannuncia un braccio di ferro molto rischioso.






