L'Inter vince la Supercoppa! Lautaro onora Riva, Inzaghi da record: a Riyadh finisce 1-0
Inter batte Napoli 1-0 in finale di Supercoppa: gol di Lautaro.
Quando i tiri di rigore sembravano ormai inevitabili, il tacco di Lautaro Martinez rompe l'equilibrio e regala all'Inter l'ottava Supercoppa italiana della propria storia, la prima giocata in final four, la quinta di Simone Inzaghi che vince il primo trofeo di stagione e stacca la coppia Lippi-Capello nel palmares della competizione. A Riyadh, i nerazzurri superano il Napoli col risultato di 1-0 dopo una gara rognosa, voluta tale da Walter Mazzarri che abbandona il campo nel finale. Il gioiello dell'argentino, arrivato a tempo praticamente scaduto, è il suggello finale a un assedio durato quasi novanta minuti, intervallato da sporadici tentativi degli azzurri, che giocano in dieci per mezz'ora dopo l'espulsione di Giovanni Simeone. È la bellezza, anche se sorride solo all'Inter, che risponde ai fischi - incomprensione culturale, ma anche qui in Arabia non hanno saputo spiegarci bene il perché di quello spettacolo sconcertante - al minuto di silenzio per la scomparsa di Gigi Riva. Non c'è modo migliore di onorarlo del tacco di Lautaro.
L'Inter ci prova e non ci riesce, il Napoli nemmeno quello. Il primo tempo somiglia al 5-4-1 di Mazzarri, tutto difesa e contropiede come era già accaduto contro la Fiorentina. L'Inter macina gioco ma fatica a produrre occasioni concrete: la prima arriva al decimo, un sinistro di Dimarco che, complice una deviazione avversaria, sibila appena fuori dai pali difesi da Gollini. Il portiere azzurro risponde presente su Calhanoglu, mentre Barella spara alto. Alla mezz'ora, la squadra di Inzaghi passa: Thuram sfonda a sinistra e scarica per Lautaro, che segna. Non si può, però, neanche parlare di gol annullato per la sin troppo evidente posizione di fuorigioco dell'attaccante francese a inizio azione. Più delle emozioni, si avvicendano i falli: Rrahmani e Calhanoglu, quest'ultimo al terzo tentativo di giallo, chiudono con un'ammonizione a testa.
Vergogna e bellezza. La ripresa inizia con uno spettacolo sconcertante: il pubblico saudita fischia il minuto di silenzio voluto dalla Lega calcio per commemorare Gigi Riva, scomparso pochi minuti prima della partita. Il trend dei gialli prosegue anche nel secondo tempo: Barella ne rimedia uno che gli costa la doccia anticipata (dentro Frattesi) e la prossima di campionato contro la Fiorentina, Simeone due in cinque minuti che lasciano il Napoli in dieci. Mazzarri si rintana ancora di più: dentro Ostigard, ma anche Gaetano per Kvaratskhelia - sera inserire Ziellinski - è un messaggio chiaro ai suoi giocatori e alla partita, anche se Raspadori per Cajuste correggerà il tiro. L'Inter alza i giri del motore, pur affidandosi a un giro palla insolitamente lento rispetto ai propri standard. Inzaghi prova a dare più verticalità, ricorre al 4-3-1-2 con Sanchez alle spalle di Arnautovic e Lautaro: proprio l'austriaco ha l'occasione più ghiotta per evitare i calci di rigore. Non gli riesce, a differenza della bella parata con cui Gollini, al novantesimo, nega la rete a Lautaro. È proprio il Toro, al primo minuto di recupero, a cambiare la storia della partita: gol di tacco, su assist di Pavard. Bello e decisivo, come Gigi Riva.






