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L'intervento integrale di Lotito: "Il progetto del Flaminio rappresenta il futuro della Lazio"

L'intervento integrale di Lotito: "Il progetto del Flaminio rappresenta il futuro della Lazio" TUTTOmercatoWEB
Giacomo Iacobellis
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Giacomo Iacobellis
Oggi alle 12:36Serie A

Nel corso dell’evento “I grandi eventi sportivi: il modello Roma” nella Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha tenuto un lungo discorso dal palco tra calcio e politica. Questo il suo intervento integrale:

"Buongiorno a tutti. Desidero innanzitutto ringraziare il Sindaco Roberto Gualtieri, l’Assessore Alessandro Onorato, il Sole 24 Ore e tutti coloro che hanno organizzato questa giornata di confronto.

Credo sia un’occasione importante perché ci consente di affrontare un tema che, per molti anni, è stato considerato quasi esclusivamente sotto il profilo sportivo. Oggi non è più così. Lo sport è diventato una vera industria, capace di generare occupazione, investimenti, innovazione, turismo e sviluppo economico. È una filiera che coinvolge migliaia di imprese e professionalità e rappresenta un settore sempre più strategico per la crescita del Paese.

I dati che abbiamo ascoltato questa mattina confermano una realtà che chi opera quotidianamente in questo mondo conosce bene: quando una città investe nello sport non investe soltanto in un evento, ma nella propria capacità di essere attrattiva, competitiva e moderna. I benefici non riguardano soltanto gli appassionati o gli addetti ai lavori, ma si riflettono sul commercio, sul turismo, sulla ricettività, sui trasporti, sui servizi e, più in generale, sull’immagine internazionale della città.

Credo che Roma, negli ultimi anni, abbia dimostrato di possedere tutte le caratteristiche per svolgere un ruolo da protagonista nel panorama internazionale dei grandi eventi. Non è soltanto una città che ospita manifestazioni importanti, ma una città che sta dimostrando di saperle organizzare, valorizzare e trasformare in opportunità concrete di crescita economica e sociale.

Consentitemi, però, una riflessione personale.

Io appartengo a uno schieramento politico diverso da quello dell’attuale amministrazione comunale e penso che proprio questo renda ancora più significativo quello che sto per dire. Quando un’amministrazione lavora nell’interesse della città, credo sia doveroso riconoscerlo. Per questo desidero dare atto al Sindaco Roberto Gualtieri e all’Assessore Alessandro Onorato del lavoro svolto per riportare Roma al centro dei grandi eventi sportivi. La buona politica, a mio avviso, è quella che riesce a mettere da parte le appartenenze quando c’è un obiettivo comune da raggiungere. E oggi l’obiettivo comune è rendere Roma sempre più competitiva, sempre più attrattiva e sempre più capace di confrontarsi con le grandi capitali europee.

Lo dico guardando anche l’amico Angelo Binaghi, che rappresenta un esempio concreto di come una visione chiara possa produrre risultati straordinari. Gli Internazionali d’Italia e le ATP Finals dimostrano che, quando il pubblico crea le condizioni giuste, il privato investe, gli sponsor arrivano, le imprese crescono e il territorio beneficia di un ritorno economico molto superiore all’investimento iniziale. È questo il compito delle istituzioni: creare le condizioni affinché il sistema possa esprimere tutto il proprio potenziale. Anche il Governo, negli ultimi anni, ha dato un segnale importante istituendo un’Agenzia dedicata allo sviluppo dei grandi eventi sportivi. È una scelta che va nella direzione giusta, perché questo settore ha sempre più bisogno di competenze, professionalità e capacità di programmazione.

Oggi la competizione non è più soltanto tra federazioni o tra società sportive. È una competizione tra città. Le grandi capitali europee investono nello sport perché hanno compreso che ogni grande evento rappresenta un’occasione di sviluppo economico, di promozione internazionale e di valorizzazione del territorio.

Roma parte con un vantaggio che poche altre città possono vantare. Ha una storia unica, un patrimonio culturale straordinario e un richiamo internazionale naturale. Ma tutto questo, da solo, non basta. Occorre accompagnarlo con infrastrutture moderne, servizi efficienti e una programmazione capace di guardare lontano.

È esattamente con questo spirito che la S.S. Lazio sta collaborando con Roma Capitale sul progetto di recupero dello Stadio Flaminio. Il progetto del Flaminio rappresenta certamente il futuro della Lazio, ma credo rappresenti soprattutto una grande opportunità per Roma.

Parliamo di un impianto straordinario, progettato da Pier Luigi Nervi, che oggi versa in uno stato di abbandono e che invece potrebbe tornare a essere un punto di riferimento per la città. Recuperarlo significa offrire una casa moderna alla Lazio, ma soprattutto restituire ai cittadini un’infrastruttura capace di vivere tutto l’anno, ospitando manifestazioni sportive, concerti, iniziative culturali, eventi aziendali e appuntamenti internazionali che generano presenze, lavoro, investimenti e nuove opportunità economiche.

Questo è il punto per me importante. Le infrastrutture sportive moderne non possono essere considerate semplicemente luoghi dove si gioca una partita. Devono essere spazi aperti, vissuti ogni giorno, inseriti nella vita della città e capaci di produrre valore in maniera continuativa.

E lo stesso ragionamento vale naturalmente anche per il progetto dell’altra società della Capitale.

Roma non deve temere di avere tre grandi impianti sportivi moderni. Al contrario, una rete di infrastrutture di questo livello aumenterebbe enormemente la capacità della città di attrarre eventi internazionali, grandi concerti, finali europee e manifestazioni che oggi, molto spesso, vengono assegnate ad altre capitali.

Guardiamo all’esempio di Londra, capitale che dispone di numerosi grandi impianti sportivi, molti dei quali con una capienza superiore ai 40 mila spettatori. Questa rete di infrastrutture le consente di ospitare contemporaneamente eventi calcistici, tornei internazionali, concerti e grandi manifestazioni, distribuendo i flussi e aumentando la capacità di accoglienza della città. Roma, soprattutto nei fine settimana di maggiore affluenza, concentra spesso eventi di grande richiamo in aree limitate, nei week di maggio la città ha ospitato eventi importanti, finali di Tennis e finali di Coppa Italia con un derby tutto in pochi giorni e in uno spazio concentrato, ampliare la dotazione infrastrutturale significa distribuire meglio questi flussi, migliorare i servizi, creare nuove opportunità economiche e rendere la città ancora più competitiva. Non è una questione che riguarda la Lazio o la Roma.

Riguarda la città di Roma. Le società sportive oggi non sono soltanto realtà agonistiche. Sono imprese che producono occupazione, innovazione, investimenti e coesione sociale. Per questo credo che debbano essere considerate partner strategici delle istituzioni nello sviluppo delle città. Sono convinto che il percorso intrapreso da Roma in questi anni debba continuare. I risultati ottenuti dimostrano che la strada è quella giusta. Adesso occorre consolidarla, investendo sulle infrastrutture, sulla capacità organizzativa e sulla collaborazione tra istituzioni, federazioni, società sportive e operatori economici.

I grandi eventi non rappresentano un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. Il vero obiettivo è trasformare ogni evento in un’occasione di crescita permanente, attraverso infrastrutture moderne, servizi efficienti e una collaborazione stabile tra pubblico e privato.

Se riusciremo a farlo, Roma rafforzerà il proprio ruolo tra le grandi capitali europee dello sport e lascerà alle future generazioni un patrimonio destinato a durare nel tempo.

Credo che questa sia la responsabilità che tutti noi, ciascuno nel proprio ruolo, abbiamo nei confronti della città. Grazie".

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