Le pagelle della Juventus - Chiesa torna con un gol da campione. Soulé studia da Dybala
Perin 5,5 - Si fa sorprendere dalla frustata di testa di Valoti. Poi non deve compiere più interventi se non di normale amministrazione.
Danilo 7 - Guida una squadra giovane alzando la voce e cercando di tenere le distanze tra compagni di reparto e centrocampo. Si distingue come sempre anche in fase di costruzione ma Kean spreca un cioccolatino sparando su Cragno.
Rugani 6 - Si nasconde dietro le spalle larghe di Danilo tenendo comunque a distanza Gytkjaer che comunque non eccelle e non crea apprensione.
Gatti 6 - Nel primo tempo si trasforma in pendolino ma al momento del cross non trova compagni pronti a premiare la sua sgroppata. Per il resto tiene il campo senza affrontare particolari pericoli.
McKennie 6 - Croce e delizia per i bianconeri: prima inventa un cross perfetto per la testa di Kean e il vantaggio juventino, poi buca il colpo di testa che permette a Valoti di pareggiare con una zuccata su corner. Nella ripresa corre sulla fascia ma è anche spesso impreciso in zone di campo dove sarebbe consigliabile gestire in modo più attento.
Fagioli 6,5 - Guida il centrocampo più di quanto non faccia il compagno argentino. Si impegna nelle due fasi dimostrando una maturità in crescita. Prova anche a buttarsi in avanti ma raramente la sua azione viene accompagnata dal resto del reparto. Dal 74' Di Maria 6 - Il suo peso si sente subito perché ogni volta che prende palla il Monza è costretto a raddoppiarlo. Prova la rabona quando la partita è ancora in bilico e si prende un mix di applausi e accidenti.
Paredes 5 - Prima da titolare in bianconero dopo mesi di astinenza e prestazione passeggiata e senza guizzi. Landucci lo lascia in campo tutta la partita per dargli un minutaggio adeguato ma la forma (e la voglia) sono lontane dai giorni migliori.
Miretti 6 - L'altro giovanissimo della mediana tiene bene senza riuscire a incidere quanto Fagioli ma sbagliando comunque molto poco. Dal 61' Locatelli 6 - Entra per dare maggiore equilibrio alla squadra e ci riesce senza fare troppa fatica. A pochi minuti dallo scadere scippa una palla servendola poi a Milik che però non riesce a segnare.
Iling 6,5 - Quando si lancia nello spazio è imprendibile per gli avversari che lo guardano passare senza poter intervenire. Se aggiustasse la mira sarebbe già un giocatore di caratura internazionale, probabilmente ci arriverà col tempo, visto che è assolutamente dalla sua parte. Si distingue anche per l'abnegazione difensiva. Dal 74' Alex Sandro 5,5 - Qualche brivido lo fa correre sempre.
Soulé 6,5 - Un piccolo Dybala. Tocchi rapidi e mancini come l'ex juventino, inventa ballando sulle punte e accendendo la fantasia dello Stadium. Non entra con lo stesso piglio nella ripresa e Landucci lo cambia per aggiungere esperienza tra le fila juventine. Dal 60' Chiesa 7,5 - La notizia della notte dello Stadium è che il numero 7 è ufficialmente tornato. Il suo gol è un mix di tutte le sue qualità migliori: caparbietà, forza, velocità e gran tiro che insieme hanno regalato il gol del 2-1 ai tifosi in delirio. Ad Allegri è mancato come l'aria.
Kean 6,5 - Gli bastano 8 minuti per battere Cragno con un grande colpo di testa, poi però si perde nei meandri della difesa del Monza e partecipa raramente alla manovra. A inizio ripresa si ritrova a tu per tu con Cragno ma scorda la freddezza negli spogliatoi. Segna il 2-1 ma al momento del colpo di testa vincente si trova in posizione di fuorigioco. Dall'82' Milik 6 - Sbaglia una buona occasione ma si rifà con l'assist sprecato dalla rabona di Di Maria.
Marco Landucci 6,5 - Squadra giovanissima che profuma di futuro. Certo, per vincere serve l'ingresso dell'artiglieria pesante, ma quanto meno si è rivisto qualche giocata e qualche bel fraseggio. Il bel gioco è un'altra cosa, ma c'era bisogno di voltare pagina dopo il 5-1 del Maradona e ritrovare Chiesa è di buon auspicio in vista delle prossime partite. A cominciare dall'Atalanta.






