Malagò e il toto Ct: "Non ho parlato con nessuno. Allenare la Nazionale è un dovere"
Giovanni Malagò fissa i paletti per il prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana. L'ex presidente del CONI, candidato alla presidenza della FIGC in vista del voto del 23 giugno, traccia un identikit preciso in un'intervista al Corriere della Sera: nessun nome prima delle elezioni, ma un profilo chiaro e alcune esclusioni eccellenti.
"Con Mancini, Conte e Guardiola non ho parlato con nessuno"
La risposta alla domanda sui grandi nomi è diretta: "Con nessuno di loro, non sarebbe serio". Niente contatti con Roberto Mancini, Antonio Conte né Pep Guardiola. Ma è la parentesi su Massimiliano Allegri quella che lascia aperta una porta: "Perché non mi avete chiesto di Allegri? Perché ha trovato un accordo con il Napoli? Ecco, gli allenatori da qui al 23 giugno potrebbero prendere altre strade, dunque i giochi si fanno dopo".
"Allenare la Nazionale è un dovere"
Il profilo richiesto va oltre la competenza tecnica. "Disponibilità totale: il mio impegno attuale è un atto d'amore per il calcio, così dovrà essere anche per il futuro ct. Allenare la Nazionale è un dovere, vuol dire passione. Lo stesso mio atto di generosità verso uno sport, che ha milioni e milioni di tifosi amareggiati, deve esserci da altre parti. Il nuovo allenatore dovrà buttare il cuore oltre l'ostacolo".
I tempi: tutto dopo il 23 giugno
Malagò è categorico sulla tempistica: "Fino al 23 giugno non mi metto a parlare di ruoli e cariche. Ammesso che venga eletto, ora che cosa dovrei promettere?" Una prudenza che si estende anche allo staff federale: "Mi chiedono: chi porti in FIGC? Bisogna guardare alle possibilità finanziarie, la credibilità si ricostruisce attraverso i risultati sportivi".






