Marcolin: "Dal Milan in poi è un'altra Lazio. E Kenneth Taylor lo paragono a Winter"
L'ex centrocampista Dario Marcolin è stato intervistato dal portale specializzato LaLazioSiamoNoi.it in vista della finale di Coppa Italia di mercoledì prossimo che vedrà opposte la Lazio e l'Inter, lui che quel trofeo con i biancocelesti lo ha già vinto nel 1998: "A noi giocare all'Olimpico (la sfida di ritorno, ndr) ha fatto la differenza, anche se la Lazio è una squadra abituata a queste partite".
Che punti di forza e/o deboli vede tra l'Inter di Chivu e la Lazio di Sarri?
"Chivu ha cavalcato l'onda di Inzaghi, aggiungendo la pressione alta, la verticalizzazione più immediata e delle rotazioni tra centrocampo e attacco. Ha mantenuto l'ossatura aggiungendo qualcosa delle sue idee. Sfruttano tanto i quinti. Dimarco e Dumfries partono dagli esterni, ma diventano due ali alte. La bravura dell'Inter è che attacca con sei uomini: i due interni di centrocampo, i due esterni e i due quinti. In Italia non sono tante le squadre che lo fanno. Il problema dell'Inter potrebbe essere lo sbilanciamento offensivo. Attaccando con tanti uomini se la palla esce puoi concedere spazio agli avversari. Chi ha fatto risultato con l'Inter ha sfruttato questo punto debole. Uno dei punti di forza della Lazio è il sogno. Dalla partita contro il Milan in poi ho visto la Lazio di Sarri. Ho rivisto le traiettorie, le letture, la difesa alta, la fase offensiva, la verticalizzazione e la veolcità di Sarri. E questo è ottimo. Inoltre, la Lazio a Cremona ha dimostrato di avere un momento psicofisico che in questa stagione non ha mai avuto".
Quanto potrebbe essere importante per Sarri poter contare su un giocatore come Kenneth Taylor?
"Taylor è arrivato un po' in sordina. Io l'ho paragonato più volte ad Aaron Winter perché tatticamente sanno giocare a calcio, sanno muoversi nel campo. La scuola olandese è molto tecnico-tattica, insegna a saper giocare con il pallone tra i piedi. Taylor questo lo sa fare benissimo. In telecronaca l'ho definito un giocatore intelligente, che gioca a uno o due tocchi, ha sempre la posizione giusta, che sia offensiva o difensiva. Lui e Winter, nelle proprie squadre, hanno portato qualcosa di più dal punto di vista tattico rispetto ai compagni e agli altri giocatori del campionato. Taylor è stata una sorpresa positiva. Si è sentito subito nel gioco di Sarri che, infatti, non lo ha mai sostituito. Ha trovato un giocatore che parlava la sua lingua, che aveva gli stessi movimenti di Hamsik nel Napoli. Un giocatore intelligente".











