Marotta senza freni: "Marotta League? Sui social leoni da tastiera che non sanno nulla"
Se dici scudetto pensi a Beppe Marotta, che in Italia ne ha vinti 7 da dirigente della Juventus e 3 all'Inter (di cui l'ultimo da presidente). Il numero uno nerazzurro, intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, ha raccontato - tra i tanti temi affrontati - della decisione di andare a Milano dopo la fine del rapporto con la Vecchia Signora: "Tornai a casa, incassando la più grande delusione della mia vita, senza avere alcun impegno. Ma il giorno dopo, esattamente il giorno dopo, mi arrivò un messaggio da un numero a me sconosciuto firmato Zhang...Chiamai subito Urbano Cairo per farmi confermare che quello era davvero il numero di Zhang. E così sono ripartito come ad dell’Inter".
Da Zhang a Oaktree, fondo che lo ha messo al comando della dirigenza interista: "Nutro nei loro confronti un’immensa riconoscenza. Ho grande stima per il loro approccio profondamente collaborativo e sinergico col club. A loro devo gratitudine per avermi offerto l’opportunità di diventare Presidente, chiudendo così,
nel modo più bello, il cerchio della mia carriera".
Tante soddisfazioni in questi anni a Milano, ma anche critiche sul suo presunto potere con il celebre hashtag #MarottaLeague: "Grazie per questa domanda. Penso che sui social abbondino quei leoni della tastiera che non sanno nulla delle persone di cui parlano e del percorso che queste persone hanno fatto. Si fa in fretta a giudicare senza conoscere. Così si mette solo fango nel ventilatore".






