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Musah e Loftus-Cheek, le conferme che non ti aspetti. Come hanno convinto Amorim

Musah e Loftus-Cheek, le conferme che non ti aspetti. Come hanno convinto Amorim TUTTOmercatoWEB
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Gaetano Mocciaro
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Gaetano Mocciaro
Oggi alle 14:15Serie A
Lo statunitense e l'inglese sembravano con la valigia in mano, invece sono i grandi vincitori del primo mese sotto la gestione del portoghese

Tra i nomi in partenza del Milan non figurano Ruben Loftus-Cheek e Yunus Musah. Scelta sorprendente, quella di Ruben Amorim, sopratuttto per quel che riguarda il centrocampista inglese.

Musah, l'arte della duttilità dello statunitense ha convinto Amorim

Su Musah c'era già da tempo il sentore di una conferma. L'americano ha dalla sua una qualità che pochi altri elementi della rosa possono vantare: la duttilità. Può giocare esterno a tutta fascia, può giocare mediano, può giocare mezz'ala. È ancora giovane e può crescere. Nelle tre amichevoli giocate contro Celtic, Inter e Chelsea, Amorim gli ha sempre concesso almeno un tempo e in diverse zone del campo. Scegliendo di sacrificare Athekame, Musah sarà di fatto il vice-Saelemaekers sulla fascia destra di centrocampo nel 3-4-2-1.

Loftus-Cheek garantisce una soluzione sulla trequarti

Più sorprendente la conferma di Ruben Loftus-Cheek. Al netto di un buon primo anno con Stefano Pioli, l'inglese non è stato mai pienamente convincente, divenendo un equivoco tattico con Paulo Fonseca e venendo anche fortemente condizionato da un infortunio. Illusoria la passata stagione, quella che doveva essere il suo rilancio: con l'arrivo di Adrien Rabiot, RLC è subito sceso nelle gerarchie giocando titolare solo 12 partite di campionato. Nel modulo di Amorim un giocatore come lui, che si è maggiormente esaltato come mezzala, sembrava destinato all'epurazione. Perché quindi è rimasto? L'ex Chelsea garantisce fisicità e nelle uscite amichevoli ha convinto come uno dei due trequartisti, in grado di supportare l'unica punta e di dare una mano anche al centrocampo, trasformandolo in una mediana a 3. Amorim ne è stato piacevolmente impressionato in questo primo mese di lavoro, al punto da meritarsi una possibilità in quello che è l'ultimo anno di contratto, a differenza del connazionale Tomori e di un giocatore come Nkunku che al contrario sembrava tagliato per il modulo del portoghese.

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