Si noti una differenza enorme (e una scelta identica) tra l'Amorim del Milan e quello dello Utd
Il primo giorno di lavoro è già alle spalle: i colpi di teatro, i sorrisi, le firme, le strette di mano, le fotografie e i video devono essere già alle spalle sin da oggi, perché Ruben Amorim ha intenzione - da quando ha messo piede a Milanello - di fare le cose per bene e con cura. E quindi, dopo lo champagne del primo giorno, si deve subire fare sul serio.
La differenza
Qualche indicazione, ieri, è già arrivata. Innanzitutto programmatica: "Ragazzi, dovreste introdurmi voi allo staff perché li conoscete meglio di me. Sono veramente contento di essere qui, davvero orgoglioso. Per qualsiasi cosa possiate avere bisogno, sono qui. Sono a disposizione. Per ogni discussione con altri giocatori vi difenderò, se avrete ragione. Ok, tutto qui. Cominciamo, grazie”. Così ha parlato l'allenatore lusitano ai calciatori prima di iniziare i test fisici a Milanello. A Manchester si era posto con lo spogliatoio in maniera molto più altezzosa e spigolosa e l'ha pagata con i risultati. Sa di non dover ripetere gli stessi errori.
Il modulo
Una cosa, invece, la ripeterà: il modulo. Già ieri si è capito su quale strada si andrà a parare: il 3-4-2-1. Durante le partitelle del raduno a Milanello - si è sempre e solo usato il pallone durante l'allenamento - Amorim ha provato il suo modulo, alternando tutti i giocatori, tanti dei quali esuberi e giovani, nelle varie zone di campo. A Cardinale il compito di regalargli i giocatori giusti sul mercato.






