Nuova grana per Malagò? La Procura generale dello Sport chiede di fare luce
Da una grana all’altra, l’era di Giovanni Malagò al vertice della Federcalcio resta un percorso complicato. E serve un accertamento formale. È questo il passaggio centrale della richiesta con cui la Procura generale dello Sport presso il CONI ha sollecitato la Procura federale ad aprire un fascicolo sulla posizione del presidente della FIGC, eletto lo scorso giugno.
La Procura generale chiede verifiche sul tesseramento
All’origine della vicenda c’è, scrive La Stampa, il ricorso dell’avvocato Renato Miele, ex calciatore della Lazio che non aveva potuto presentare la propria candidatura alla presidenza federale per l’assenza dell’acrcredito richiesto da almeno una componente. Miele contesta la sussistenza, al momento dell’elezione, di uno dei requisiti previsti dall’articolo 29, comma 1, dello Statuto Figc: il tesseramento di Malagò alla Federazione. I ricorsi presentati finora sono stati respinti dalla giustizia sportiva, ma senza che venisse accertato nel merito proprio questo punto: mancava la legittimazione di Miele ad agire, non potendosi candidare. Da qui l’intervento della Procura generale dello Sport, che ha chiesto alla Procura federale di iscrivere un procedimento per verificare “la veridicità di quanto sostenuto dal ricorrente”, acquisendo il tesseramento di Malagò e soprattutto la relativa decorrenza.
Chiné chiamato ad aprire il fascicolo
La nota firmata dal procuratore generale Ugo Taucer evidenzia anche il “mancato deposito di atti oggettivi in proposito” e rileva come non risulti avviata finora alcuna iniziativa amministrativa della Procura federale. Per questo viene chiamato direttamente in causa il procuratore Giuseppe Chiné, al quale spetta acquisire la documentazione e chiarire la cronologia del tesseramento. Sul fronte della giustizia federale, intanto, il prossimo passaggio è fissato per l’11 settembre, quando la Corte Federale esaminerà un nuovo ricorso di Miele, già respinto l’8 agosto dal Tribunale Federale. Resta inoltre possibile un successivo approdo davanti al TAR del Lazio.






