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Pochesci: "Italia, serve qualcosa in più. In Bosnia sarà una finalissima. E sull'esultanza..."

Pochesci: "Italia, serve qualcosa in più. In Bosnia sarà una finalissima. E sull'esultanza..."TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
Andrea Piras
Oggi alle 09:08Serie A
Andrea Piras
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Pausa Caffè
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Intervistato da Radio TuttoNapoli, Sandro Pochesci ha parlato della sfida di martedì sera fra Bosnia e Italia: "L’Italia deve fare qualcosa in più, soprattutto prima di arrivare ai rigori. Ho visto bene i blocchi difesa, centrocampo e attacco, ma mancavano i collegamenti. Non possiamo aspettare che i difensori come Mancini o Calafiori impostino quando abbiamo centrocampisti e trequartisti per farlo. Non capisco perché giocare a cinque dietro quando dobbiamo vincere. Bastava un collegamento tra centrocampo e attacco: le occasioni sono nate da errori loro. L’unico che ha preso iniziativa è stato Politano. Mi aspettavo di più da Di Marco, in nazionale lo vedo frenato. Barella così così, Tonali bene anche per il gol, ma da questo centrocampo serve più qualità e inserimento. Le mezzali devono accompagnare gli attaccanti, altrimenti restano isolati."

Chi l’ha convinta di più?
"In difesa abbiamo visto un’Italia più pulita. Ken è il nostro gioiellino: ha fatto cose eccellenti. Deve però essere più freddo, perché corre tanto a vuoto e sotto porta può fare meglio. Il gol più difficile lo ha fatto: il gol nasce dal controllo, e lui ha fatto un controllo orientato straordinario. Quello lo fanno i grandi campioni. Se diventa più lucido può essere il centravanti più forte d’Europa nei prossimi anni."

Cosa pensa dell’esultanza degli azzurri dopo Bosnia-Galles?
"Nel calcio c’è un detto: non sputare in cielo che ti cade addosso. A me quell’esultanza ha dato fastidio a livello scaramantico. Così carichi gli avversari. Io usavo queste cose per motivare la mia squadra. L’allenatore avversario userà quel video per caricare i suoi. È stata una caduta di stile: certe cose si fanno nello spogliatoio. Nel calcio nessuno può dire oggi vinco. Dobbiamo restare umili e concentrati."

Che partita sarà contro la Bosnia?
"Sarà una finalissima, come Macedonia o Svezia. Non siamo abituati a questi spareggi. È una questione mentale: la palla pesa. Se guardiamo i valori siamo superiori, ma conta come ci arriviamo mentalmente. Servono coraggio e spregiudicatezza. In trasferta è più difficile anche per dettagli come il campo. Io sono convinto al 100% che andremo al Mondiale, ma dobbiamo dimostrarlo."

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