Vi rendete conto quante volte la si è ripetuta? E al Milan non si è ancora finito
Forse, non c’è limite al peggio. Molto spesso si è sentita questa frase riferita al Milan negli ultimi anni. Si è pensato più volte che si fosse toccato il fondo: dai derby persi con Pioli, ai disastri di Fonseca e alle scelte particolari di Conceição, a tutto ciò che è successo quest’anno con il tremendo finale di stagione tra campo e dirigenza. E, invece, il peggio deve ancora arrivare: al 13 giugno il Milan è senza amministratore delegato, senza direttore sportivo, senza direttore tecnico e senza allenatore. Non era mai successo prima, nè al Milan nè ad un club di questo prestigio.
La questione direttore
La ricerca del direttore tecnico si è notevolmente complicata, per non dire azzerata, ieri, con il rifiuto da parte di Ralf Rangnick della proposta rossonera. O meglio: il ct austriaco si è stancato di aspettare che Cardinale, o chi per lui, gli inviasse i documenti da firmare con le garanzie sulla gestione indipendente, o quantomeno autonoma, dell’area sportiva del club. Il Milan ha atteso, aspettato, non si sa cosa, e Rangnick non ha più voluto aspettare: firmerà il rinnovo biennale con l’Austria. E il Milan ore resta col cerino in mano. Su chi si andrà non è dato saperlo. L’unica cosa certa è che si continua a scavare nel pozzo del peggio.






