Rivera ricorda Baresi: "Lo invitai al mio tavolo e conobbi un uomo buono"
Gianni Rivera rende omaggio a Franco Baresi, raccontandone il lato più intimo e lontano dai riflettori. Intervistato dal Corriere della Sera, il Golden Boy ha ricordato il giovane difensore conosciuto al Milan nel 1978, quando le loro carriere si incrociarono per una sola stagione. "Il primo Franco che ho conosciuto era un ragazzo timido, educato, di poche parole, come me. Spesso ci parlavamo a sguardi. In campo avevo visto subito che era un campione".
"Volevo che si sentisse in famiglia"
Rivera racconta di averlo accolto personalmente nello spogliatoio: "A Milanello pretendevo che sedesse al mio tavolo, con Bigon. Volevo che nessuno gli creasse problemi, che si sentisse in famiglia". Baresi continuò però a rivolgersi a lui con il "lei": "Aveva 17 anni, io 35. Era il suo primo anno di carriera e il mio ultimo. Mi faceva impressione: gli ho dato del lei per tutta la vita".
"Il libero più forte di sempre"
Per Rivera, Baresi era "un giocatore di un altro pianeta, il libero più forte di sempre. Il Rivera dei difensori". I due condividevano carisma, eleganza e capacità di controllare le emozioni, oltre alle origini semplici: "Siamo figli di un’Italia che non c’è più, innamorati soltanto di un pallone". Tra i ricordi emerge l’esordio contro il Verona. Dopo la grande prestazione del diciassettenne, Nereo Rocco lo punzecchiò in dialetto: "Ciò, mona, hai giocato anche tu?". Una battuta affettuosa che nascondeva la consapevolezza di aver trovato un campione.
L’ultima telefonata
Rivera aveva sentito Baresi due mesi prima della scomparsa: "Mi disse che stava continuando il percorso di guarigione e che si sentiva fiducioso. Forse voleva soltanto tranquillizzarmi". Poi il dolore: "Non ero preparato al peggio. È stato un momento di grande tristezza e sconforto".






