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Salernitana, i prossimi 40 giorni già decisivi per la salvezza. Altre iniziative sulla storia del club

Salernitana, i prossimi 40 giorni già decisivi per la salvezza. Altre iniziative sulla storia del club TUTTOmercatoWEB
© foto di TuttoSalernitana.com
Luca Esposito
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Luca Esposito
mercoledì 21 settembre 2022, 09:45Serie A

E' sicuramente prematuro per fare calcoli, tabelle e previsioni, ma la salvezza della Salernitana passa dai prossimi 40 giorni. Ridotte in 90 minuti da 5 a 3 le distanze dalla zona retrocessione, la formazione di Nicola dovrà necessariamente arrivare alla sosta lunga di novembre e dicembre con un margine maggiore e con almeno un'altra dozzina di punti da aggiungere ai 7 già conquistati. Il motivo? Basta leggere il calendario. Tutti o quasi gli scontri diretti in programma nel girone di ritorno si giocheranno in trasferta, mentre all'Arechi sfileranno progressivamente tutte le big. Con un pubblico come quello granata nessuna partita casalinga è impossibile, intendiamoci, ma chiudere con Napoli, Fiorentina, Atalanta, Roma e Udinese (prima della gara in esterna di Cremona) non è propriamente il massimo rispetto alla passata stagione in cui fu possibile affrontare un Venezia virtualmente retrocesso e tre gare su cinque con avversarie che non si giocavano quasi nulla. Dicevamo dei prossimi 40 giorni. Al netto delle trasferte con Sassuolo, Inter e Lazio, la Salernitana ospiterà consecutivamente Verona, Spezia e Cremonese. Centrare l'en plein è fondamentale, anche per non arrivare alla doppia gara esterna di fila con Fiorentina e Monza di inizio novembre in una posizione a rischio. La società ha investito oltre 40 milioni e ora s'aspetta un segnale anche da parte dell'allenatore, osannato dalla tifoseria ma - numeri alla mano - vittorioso una sola volta nelle ultime undici gare ufficiali e appena 5 in sette mesi e mezzo.

Intanto in città l'entusiasmo è crescente malgrado il beffardo ko con il Lecce. A Sassuolo saranno in 3500, 5000 a San Siro, presumibilmente 6000 a Roma al netto di restrizioni legate agli scontri verificatisi l'anno scorso e che, per la verità, nacquero dall'atteggiamento violento di alcuni supporters biancocelesti. All'Arechi i numeri sono importanti. 26000 con la Roma, 20000 a cospetto di Sampdoria e Lecce, 18000 per la partita contro l'Empoli e 12mila in coppa Italia per Salernitana-Sassuolo, in pieno periodo vacanziero. In totale quasi 100000 spettatori in 5 match interni, tanta roba. Ieri c'è stata l'inaugurazione di un altro club in provincia, sempre in provincia l'amministratore delegato Maurizio Milan ha presenziato ad un toccante evento dedicato alla storia della tifoseria, del movimento ultras e della squadra di calcio, con la proiezione di immagini d'epoca, un convegno incentrato su due libri di successo (Ultras un'altra storia e Macte Animo, il libro ufficiale della Salernitana) e il ricordo di tifosi scomparsi prematuramente. "Noi ci mettiamo passione, risorse economiche ed entusiasmo, ma la radice del nostro progetto è rappresentata dalla gente. Il pubblico è la nostra linfa vitale, il valore aggiunto che ci permette di superare gli ostacoli. In Lega invidiano il seguito che abbiamo, specialmente in campo esterno. Ricordo ancora che erano in 6000 a Milano, al freddo e in periodo di crisi economica, a cantare a squarciagola anche sul 5-0 per i nostri avversari. La Salernitana non è mia nè di Iervolino, appartiene alla gente. E ogni singolo tifoso può fare la differenza" le parole di Milan che, stamattina, presenzierà al Duomo per la tradizionale Messa in onore di San Matteo, il Santo Patrono della città di Salerno. A breve ci saranno altre iniziative di marketing rivolte ai tifosi: si entrerà nelle scuole, si collaborerà con le scuole calcio del territorio e si garantirà costante interazione con la provincia che, se coinvolta a dovere, può garantire numeri di rilievo sugli spalti. Perchè un grande progetto non può prescindere dal supporto del pubblico.

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