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Scarpette al chiodo FC, Divock Origi si aggiunge al club: ecco chi si è ritirato nel 2026

Scarpette al chiodo FC, Divock Origi si aggiunge al club: ecco chi si è ritirato nel 2026TUTTOmercatoWEB
© foto di DANIELE MASCOLO
Gaetano Mocciaro
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Gaetano Mocciaro
Oggi alle 23:00Serie A

Divock Origi lascia il calcio giocato a 31 anni, anche se in verità non giocava una partita ufficiale dal 21 aprile 2024, quando con la maglia del Nottingham Forest giocava gli ultimi 10 minuti della sfida di Premier League contro l'Everton. Chiude con una bacheca mica male: una Champions, una Supercoppa UEFA, un Mondiale per Club, una Premier League, una FA Cup e una Coppa di Lega. Tutte col Liverpool. 32 presenze e 3 reti con la nazionale del Belgio con cui ha disputato il Mondiale del 2014. Verrà ricordato in Italia come uno dei peggiori giocatori mai visti con la maglia del Milan.

L'annuncio del belga arriva qualche settimana dopo quello di César Azpilicueta, che lascia il calcio giocato a 36 anni dopo una lunga carriera ricca di successi. La Champions col Chelsea nel 2021 il punto più alto, ma il terzino navarro ha vinto anche un Mondiale per Club, due Europa League, una Supercoppa UEFA, due campionati e una FA Cup con i blues. Meno fortunata l'esperienza con la nazionale spagnola dove ha raccolto 44 presenze, saltando sempre i momenti più belli della Roja: entrato nel giro nel 2013, perdendo il tris Euro 2008-Mondiali 2010-Euro 2012, è uscito dieci anni dopo, saltando pertanto Euro 2024.

Dice basta anche Lukas Podolski, a 40 anni suonati. Una gloriosa carriera che l'ha visto vincere col Bayern, l'Arsenal e pure con la nazionale tedesca. Una parentesi breve e poco fortunata all'Inter e un romantico finale di carriera nella sua terra d'origine, in Polonia, nella sua squadra del cuore, il Gornik Zabrze.

E poi Niklas Sule, che si è ritirato a soli 30 anni. Ponendo fine a un calvario che dura da due stagioni. In quella attuale, il centrale di difesa ha giocato solamente 12 partite, venendo costantemente fermato dai problemi fisici. L'ultimo stop il 18 aprile sul campo dell'Hoffenheim, dove non è riuscito nemmeno a completare il primo tempo della partita. Pur ritirandosi presto, Sule chiude con un palmarès di tutto rispetto: una Champions League, un Mondiale per Club, una Supercoppa UEFA, 5 Bundesliga, 2 Coppe di Germania, 4 Supercoppe tedesche. Tutte col Bayern Monaco. Alla bacheca, si aggiunge anche una Confederations Cup con la nazionale tedesca.

Sempre a maggio l'annuncio di Ashley Young che a differenza del tedesco però ha avuto una carriera estremamente longeva, appendendo gli scarpini al chiodo a 41 anni. Saluta in grande stile, con la promozione in Premier League dell'Ipswich Town.

Giacomo Bonaventura ha detto ufficialmente basta il 5 marzo, all'età di 36 anni: "Non sento più il fuoco dentro" aveva dichiarato l'ex Milan e Fiorentina, la cui ultima esperienza è stata vissuta in Arabia Saudita.

Il suo annuncio è stato anticipato a fine gennaio da Miralem Pjanic: "Il calcio è stato la mia musica, il campo il mio pianoforte" è stato il messaggio di addio del bosniaco, che ha vestito per cinque anni la maglia della Roma e per 4 quella della Juventus.

Decisamente meno fortunata l'esperienza alla Juventus di Aaron Ramsey, ma è indubbio che la carriera del gallese sia stata di altissimo livello: 369 presenze e 64 reti con l'Arsenal, numeri che non sono da tutti. Del Galles è stato uno dei giocatori più presenti e prolifici di sempre. La tenuta atletica ne ha condizionato gli ultimi anni di carriera. Nel frattempo ha pure iniziato ad allenare, vantando un'esperienza di player manager al Cardiff.

Esperienze italiane anche per Sergio Romero e Nicolas Nkoulou. Paradossale la carriera dell'argentino, medaglia d'argento con la seleccion ai Mondiali del 2014, dove ha giocato da titolare, ma non così fortunato tra i pali della Sampdoria. Per lui anche una parentesi al Venezia. Il camerunese è stato un pilastro del Torino dal 2017 al 2021, prima di proseguire in Championship inglese (Watford), Grecia (Aris), Turchia (Gaziantep, Amed e Sakaryaspor).

Non hanno giocato in Italia, purtroppo, Dimitri Payet e Oscar. Grande qualità da parte di entrambi, grande sfortuna da parte del francese che ha deliziato al Marsiglia e al West Ham ma che ha perso il Mondiale del 2018 per infortunio. Oscar ha invece deciso deliberatamente di autoescludersi dal calcio che conta, scegliendo il ricco isolamento cinese: a 25 anni il trasferimento dla Chelsea allo Shanghai, dove vi è rimasto 8 anni. Davvero un peccato esserci perso le giocate del brasiliano nei suoi migliori anni.

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