Soulé può essere il sacrificio della Roma. Il motivo? Ascoltare Gasperini su Greenwood
A due settimane da quel 30 giugno che segnerà uno spartiacque per il mercato della Roma (e non solo), iniziano a delinearsi scenari e possibilità per quel che riguarda il rientro nel tetto delle plusvalenze imposte dal settlement agreement con la UEFA.
La Roma ha sfoltito, dopo le cessioni di Sangaré e Saud il prossimo sarà Baldanzi col riscatto da parte del Genoa. Ma non basta. E la sensazione è che servirà una cessione pesante per evitare problemi futuri. Guardando la rosa a disposizione di Gasperini, i profili giusti in questo senso sembrano essere due. Manu Kone, che però non partirà a meno di offerte fuori mercato. E Matias Soulé. Proprio l'argentino potrebbe diventare il sacrificabile e sacrificato, per valore di mercato e interessamenti. Al momento si è mosso il Borussia Dortmund, in parte il Fenerbahce. Ma la sensazione è che sia club che giocatore aspettino la chiamata giusta dalla Premier League con l'obiettivo di mettere in cassa non meno di 35 milioni di euro.
Una cifra che permetterà di raggiungere quasi la cifra necessaria per soddisfare la UEFA. E pure di avere libertà di movimento sul mercato. Perché Gasperini ha spiegato coi fatti come i giocatori da lui richiesti possano esplodere senza fatica. Ricordate la stagione di Wesley e Malen? E ora l'obiettivo è Mason Greenwood: l'inglese piace e non poco al tecnico giallorosso, anche se in attesa di capire la sua eventuale adattabilità al calcio italiano il dubbio sorge spontaneo. Tecnicamente avrebbe senso sacrificare uno come Soulé per puntare sull'inglese?






