Strutture, settore giovanile e programmazione. Perché l'AlbinoLeffe, invece di fare scuola, fa notizia?
Tre Mondiali consecutivi senza la presenza dell'Italia, una cosa che sembrava fantascientifica e che invece è la cruda realtà con la quale dopo la serata di ieri ci stiamo confrontando. Come tifosi, come nazione, come Federazione.
Una Federazione dalla quale non si sono però avuti segnali, nonostante da più fronti sia arrivata la richiesta di dimissioni immediate da parte del presidente Gabriele Gravina, che per tutta risposta ha rimandato tutto alla prossima settimana, a un consiglio Federale che solo nei mesi scorsi lo ha votato all'unanimità. Tante parole e pochi fatti nel corso dei mandati del numero uno della FIGC, ma le storture non sono nella persona quanto in un sistema ormai morto.
E l'emblema di tutto ciò, è il "caso AlbinoLeffe". Andiamo con ordine. Nelle scorse settimane ha fatto scalpore l'esordio in prima squadra di Thomas Simonelli, che ha debuttato tra i pro contro l'Arzignano, alla "tenera" età di 16 anni, 8 mesi e 22 giorni; prima di lui era stata la volta di Michelangelo Duranti, il cui esordio è da cercare il 3 novembre scorso, quando l'attaccante aveva 16 anni, 11 mesi e 19 giorni. Poi un nuovo record, perché in campo con i seriani si è visto il difensore Matteo Trapletti, che si è aggiudicato il primato di più giovane esordiente non solo nell'AlbinoLeffe ma nell'attuale stagione di Serie C: 16 anni, 8 mesi e 5 giorni la sua età al momento dell'esordio tra i pro.
E che dire di Alì Zoma, volato al Norimberga di Miroslav Klose? Prodotto del vivaio lombardo, con annesso esordio in prima squadra, è stato sostanzialmente snobbato dal calcio italiano, ma ampiamente seguito all'estero dove c'è un lavoro di scouting maggiore rispetto a quello che si vede in Italia.
In queste ore si parla molto appunto di scouting, settore giovanile, giovani italiani, strutture. Tutte cose che l'AlbinoLeffe sta portando avanti da anni: lo dimostrano il centro sportivo costruito, lo stadio di proprietà inaugurato nel 2021 a Zanica, i tanti esordi in prima squadra, con la stessa che ha un vero rapporto attivo con il proprio vivaio. Certo, la proprietà - Gianfranco Andreoletti - significa molto, e la competenza del Ds Antonio Obbedio e quella di mister Giovanni Lopez fanno il resto, unita poi a tutti i vari staff. Un progetto comune e lungimirante, che ha messo le basi per un futuro solido, che guarda davvero alla programmazione, avendo la pazienza di cadere e rialzarsi, il coraggio di rischiare, l'investimento vero sulla formazione e la crescita dei giovani.
Una perla rara nel calcio, persino di Serie C, lega che avrebbe proprio questa mission. E il problema è proprio questo, la rarità di un progetto così, che dovrebbe essere la normalità. Peccato però che l'AlbinoLeffe, invece di fare scuola, in Italia fa solo notizia.











