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Viviano: "Rimango in Turchia, sono carico. Dalla Serie A verrà qualcun altro"

TMW RADIO - Viviano: "Rimango in Turchia, sono carico. Dalla Serie A verrà qualcun altro"
mercoledì 19 maggio 2021 18:55Serie A
di Dimitri Conti

Emiliano Viviano, portiere del Karagumruk, ha parlato in diretta su TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Il nostro allenatore, Farioli, ha 4 anni meno di me (ride, ndr). In generale però siamo una squadra abbastanza giovane, se ti poni a livello umano come fa lui ti aiutano tutti e nessuno ti fa pesare che tu sia un ragazzo giovane. Una piacevolissima sorpresa, tra l'altro abbiamo avuto un momento pessimo col Covid, come sta succedendo ora al River, ci siamo ritrovati a giocare con una mezzapunta da centrale di difesa... Però 9 punti, abbiamo vinto pure col Besiktas: come allenatore ha un grande futuro. L'anno prossimo sarà più bello ancora".

Quindi rimane lì?
"A meno che non succeda qualcosa continuo, siamo tutti belli carichi verso l'anno prossimo, ho sentito oggi il mister".

Con quali obiettivi?
"Avvicinarsi all'Europa, siamo arrivati a 4 punti, e quest'anno già avremmo potuto farcela".

L'impatto del nuovo allenatore è stato decisivo?
"Abbiamo la fortuna di avere una proprietà che vuole andare in una certa direzione, devi essere bravo e fortunato. Siamo riusciti a portare la metodologia del mister: proviamo a giocare ogni pallone su ogni campo, ci stiamo riuscendo e speriamo di trovare continuità l'anno prossimo. Questa stagione è stata lunga ma compressa, la prossima magari sarà diluita nel tempo".

Altri due dalla Serie A arriveranno lì?
"Probabile, la società guarda tantissimo all'Italia e sono convinto che qualcuno arriverà. Ora non te lo saprei dire, ma si metteranno sotto".

Anche il campionato turco è stato una bella scoperta?
"Molto. Ci sono potenzialità inespresse, c'è approssimazione ma si spendono tanti soldi e ci sono strutture incredibili. Ti ritrovi contro giocatori che hanno carriere della madonna, nell'Antalyaspor c'erano Naldo, Podolski, Sahin...".

Ora riavrete il pubblico?
"La gente qui ha una passione pazzesca... Non vedo l'ora".

Che effetto le fa sapere che in Serie A un trentenne non potrebbe allenare?
"Io non la trovo una cosa fuori dal mondo, ho avuto discussioni sui social network con chi mi citava Nagelsmann. Mi spiego: se ho appena preso la laurea, ci sta che chi ha più esperienza abbia più chance di andare a insegnare. Non è naturale che il calciatore abbia un accesso privilegiato, ma che abbia più conoscenze della gestione. Poi magari a conoscenze ne ha più il Nagelsmann di turno, ma chi ha giocato è stato fortunato perché sa come funzionano certe cose".

Perché De Zerbi non è considerato tra le top di Serie A?
"Fa riflettere... A parte che sono un suo amico, però so che per esempio tra l'anno scorso e questo qualche grande squadra italiana l'ha cercato e ha declinato. Siccome è molto, molto intelligente so che la sua sarà una scelta molto ponderata".

Che ne pensa della Superlega?
"Tipo la Corazzata Potemkin (ride, ndr). Non voglio essere troppo disfattista, è giusto pensare a nuovi modi di trovare fondi e tifosi, ma la maniera in cui l'hanno fatto, a notte fonda e se viene bene sennò pace, fa pensare. Poi tra l'altro hanno fatto la riforma della Coppa Italia che è una cagata uguale. So quale sia l'obiettivo, ma dire che decidi chi gioca e gli introiti, beh... Lo sport si chiama così per un motivo, il merito non può venir meno".

Verona '85 e Sampdoria '91 saranno sempre più rare?
"Lo dite a me, che sono tifoso della Fiorentina... So che sarà quasi impossibile, ma voglio avere il diritto di sognare che possa succedere. Questo è lo sport, il Leicester in fondo è successo pochi anni fa, l'Atalanta non ci sta andando poi così lontana. Sono anche mezzo bresciano e faccio fatica a parlarne troppo bene, ma mi andate a vedere per favore budget e risultati? Per rimanere in tema, per me spendono meno della Fiorentina. Lavorano bene, se le cose vanno così magari tra due anni potranno investire di più".

Qualche altro esempio c'è?
"Ce ne sono di virtuosi negli ultimi anni, magari non hanno vinto perché la disparità era enorme. Ricordo il Chievo in Champions, il Sassuolo in Europa League... Se le cose le fai bene i risultati arrivano".

Cosa si sente di dire sul momento della Fiorentina?
"Sicuramente non si sono ottenuti i risultati previsti, vuol dire che qualche errore c'è stato. Io speravo un po' meglio all'inizio, ma era prevedibile: si era confermato un allenatore che aveva fatto bene ma non era stato confermato tra la piena convinzione di tutti. Si capisce dove si è sbagliato".

Gattuso sarebbe l'allenatore?
"Certo. Intanto è un grande allenatore, andate a vedervi cos'ha fatto, compreso quest'anno a Napoli dove molto probabilmente finirà 3°. Una roba egregia, con tutti gli infortuni che ha avuto. Al Milan pure stava facendo un miracolo con la Champions, e poi alle spalle ha trent'anni di carriera con cui potrebbe pure dare un aiuto alla famiglia Commisso. Io lo ringrazio per i soldi che ha speso e ricordo dov'eravamo quando ci hanno lasciati i Della Valle, ma magari qualcuno può dargli una mano nel farlo".

Di Semplici che ne pensa?
"Bravo allenatore e brava persona, a Cagliari c'era qualcosa che non andava. Succede, finisce che subentrano altre difficoltà... Quand'è arrivato Semplici la squadra ha tirato fuori i valori che ha".

Che effetto le ha fatto rivedere Cosmi in Serie A?
"Bello, è un amico e una brava persona. Ha fatto bene, anche se secondo me il Crotone non era così debole come il campionato ha dimostrato, hanno giocatori interessanti".

Per i portieri parare serve ancora?
"Siamo sulla via di mezzo: devi saper coprire spazi, usare i piedi... Ma se non pari ci puoi mettere un centrocampista! Sono contento comunque della direzione in cui sta andando il ruolo".

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