Zazzaroni: "Fatto Mancini, facciamo gli italiani". Le 5 proposte per rilanciare la Nazionale
La nomina di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale, secondo Ivan Zazzaroni, deve rappresentare soltanto il punto di partenza. Nel suo editoriale pubblicato sul Corriere dello Sport, il direttore del quotidiano invita infatti il movimento calcistico italiano ad affrontare finalmente i problemi strutturali che, a suo giudizio, hanno contribuito al declino del calcio azzurro. "Fatto Mancini, proviamo a fare gli italiani", scrive in apertura. "Vogliamo cominciare a parlare seriamente di rinnovamento, vivai, scuole calcio, di giovani da crescere per garantire un futuro all'intero movimento e alla Nazionale?".
"I costi stanno soffocando il calcio di base"
Per Zazzaroni il primo nodo da affrontare è quello economico. "Ci sono cose che si possono e devono fare per ridurre i costi di gestione delle società sportive", osserva, ricordando come le spese ricadano inevitabilmente anche sulle famiglie. Nel mirino finiscono il costo del tesseramento federale, le spese necessarie per ottenere i punteggi élite, gli obblighi legati a figure professionali e i costi di realizzazione e omologazione degli impianti. Da qui la prima proposta: "I costi federali se li devono accollare le società professionistiche". Secondo il direttore del Corriere dello Sport, inoltre, i vivai dei club professionistici dovrebbero iniziare dai 12 anni e non dai 6, con rose limitate a 22 giocatori per garantire spazio a tutti. "La partita è il massimo momento di crescita", sottolinea, chiedendo anche l'obbligo di impiegare tutti i calciatori convocati almeno fino alla categoria Under 15.
Corsi gratuiti, sgravi fiscali e nuove regole per i vivai
Nel suo intervento, Zazzaroni propone anche che i corsi per allenatori vengano finanziati dalla FIGC: "Devono essere pagati dalla federazione e aperti a tutti", aggiungendo che "i punteggi sono ormai una barzelletta". Tra le altre richieste figurano l'eliminazione dell'IVA e della tassa rifiuti per le associazioni sportive dilettantistiche, l'aumento degli indennizzi per il passaggio dei giovani ai club professionistici e il ritorno all'organizzazione delle stagioni per semestri, così da limitare gli effetti del cosiddetto Relative Age Effect. Infine, il direttore porta alcuni esempi concreti, criticando la normativa sugli stranieri minorenni e la gestione delle rose nei grandi vivai: "La strada e gli oratori appartengono al passato remoto. Li hanno sostituiti le scuole calcio, che dovrebbero finalmente premiare l'irregolarità, l'inclinazione e la passione di ognuno". Per Zazzaroni, è da qui che passa il rilancio del calcio italiano e della futura Nazionale.






