Catanzaro, Aquilani: “ Non ci scalfisce nulla, noi crediamo ciecamente in questo calcio e i risultati si stanno vedendo”
Continua lo show del Catanzaro, che si conferma tra le realtà più in forma e spettacolari del campionato. Il 3-1 rifilato al Padova non è solo un risultato, ma una prova di forza: 90 minuti di dominio tattico, con una fase difensiva granitica e una manovra offensiva fluida e letale.
I numeri parlano chiaro: con 52 punti e il quinto posto in solitaria, i calabresi blindano virtualmente l’accesso ai playoff. Ma l'appetito vien mangiando: il quarto posto, che varrebbe il salto del primo turno degli spareggi, dista ora solo 5 lunghezze. Con questo cinismo e un'organizzazione così collaudata, sognare in grande non è più un tabù. La missione "promozione" è ufficialmente entrata nel vivo.
Qui di seguito le parole dell’allenatore Aquilani presso i microfoni della redazione Passione Catanzaro: “Abbiamo iniziato a lavorare da quest’estate in quest’ottica, sono arrivato con idee molto chiare e la società sapeva quale fosse il mio obiettivo: costruire una squadra che sappia sempre cosa fare all’interno del campo. Il rischio di questo tipo di gioco è quello di risultare “bellini” ma poco incisivi. Il nostro lavoro quotidiano serve esattamente a questo: trasformare il controllo del gioco nello strumento per fare male all’avversario, per non subire ripartenze. I ragazzi hanno sposato questa metodologia e questo punto di vista calcistico: lo portiamo avanti tutti insieme, fino alla morte. Non ci scalfisce nulla, noi crediamo ciecamente in questo calcio e i risultati si stanno vedendo. Venivamo da un ciclo di partite in cui avevamo raccolto punti pesanti, ma subendo troppe reti. In settimana abbiamo analizzato queste situazioni, lavorando in particolar modo sulle palle laterali. Ho spiegato ai ragazzi che difendere sui cross non è una responsabilità esclusiva della linea a tre: dipende da come accorciamo, dalla pressione che gli attaccanti portano sul portatore di palla. Sono dinamiche di reparto. Oggi ho visto grande concentrazione su questo aspetto, la difesa è stata attentissima e c’era la volontà feroce di non subire gol in quelle situazioni. Lo abbiamo preso in maniera diversa, con un tiro da fuori evitabile, ma questo dettaglio non deve offuscare una prestazione di altissimo livello.”
Ha continuato poi così parlando dei suoi giocatori e del magnifico tifo: “Il terzo gol di Iemmello è la prova inconfutabile che questa è una squadra che non molla mai, che va sempre avanti. Pietro per noi è il capitano e il leader indiscusso di questa squadra. Parliamo di un calciatore dotato di qualità che sono oggettivamente al di fuori di questa categoria. Sente la causa in maniera viscerale, e a volte questo attaccamento estremo rischia persino di togliergli qualcosa in termini di lucidità. Ma è un ragazzo che sta andando oltre le sue stesse caratteristiche storiche: ci mette fatica, corsa, spirito di sacrificio. Non ha mai saltato un singolo allenamento. Vive per il gol e oggi è stato ripagato per l’enorme lavoro che fa per la squadra. Sono felicissimo per i ragazzi della Primavera. Tutto questo nasce perché alle spalle abbiamo una società seria, capitanata dalla famiglia Noto, che investe sui giovani e sulle strutture per crescere sotto ogni punto di vista. C’è uno spirito familiare che ti viene trasmesso e che facilita il lavoro quotidiano. Mi auguro che il Presidente sia fiero di noi tanto quanto lo è della Primavera. Vedere 1200 persone qui a Padova, per me, non è una novità. Sento qualcuno dire che molti risiedono al Nord, ma vi assicuro che la stragrande maggioranza si fa migliaia di chilometri partendo da Catanzaro. C’è un’unione viscerale tra noi e loro, un’atmosfera magica che vogliamo continuare ad alimentare regalandogli queste soddisfazioni.”











