Pescara retrocesso in Serie C, scontri con la polizia: 10 agenti feriti, 126 bombe carta
Notte di violenza a Pescara dopo la retrocessione in Serie C del Delfino. La contestazione di una parte della tifoseria biancazzurra è degenerata in scontri con le forze dell'ordine che hanno lasciato sul campo almeno una decina di agenti feriti, ingenti danni a mezzi della polizia e un principio d'incendio in una abitazione civile.
Cosa è successo fuori dallo stadio
Secondo quanto riportato da Il Centro, i facinorosi hanno fatto ricorso a un arsenale improvvisato: pietre, petardi, fumogeni e persino cassonetti della spazzatura sono stati scagliati contro gli agenti. Un razzo ha colpito il balcone di un'abitazione privata, innescando un principio d'incendio. Danni consistenti anche ai veicoli della polizia presenti sul posto.
Le parole del sindacato: "Dispositivo inadeguato"
A fare il punto della situazione è Giampaolo Guerrieri, segretario del Sap di Pescara, che non usa mezzi termini nel giudicare la gestione dell'ordine pubblico: "Il dispositivo di ordine pubblico messo in campo, con sole quattro squadre è stato inadeguato: abbiamo avuto sei agenti feriti del Reparto Mobile di Senigallia e Roma e altri quattro colleghi che stanno andando in ospedale per farsi refertare". Guerrieri ha poi quantificato la portata degli scontri: "Sono state lanciate 126 bombe carta dentro e fuori lo stadio", mentre la polizia ha risposto impiegando "72 lacrimogeni per disperdere la tifoseria".
Digos al lavoro per identificare i responsabili
La Digos della Questura di Pescara ha avviato la visione delle immagini riprese durante la serata per provare a identificare i responsabili dei disordini. Le indagini si preannunciano lunghe, ma il materiale video disponibile potrebbe rivelarsi determinante per risalire agli autori delle violenze.











