Serie B, Catanzaro-Bari, l’ultima danza tra playoff e playout: ai galletti serve il miracolo
Alle 20:30, lo stadio “Ceravolo” di Catanzaro ospiterà l’ultima giornata della regular season di Serie BKT. Un match dai colori e dagli umori opposti: da un lato il Catanzaro di Alberto Aquilani, già certo del quinto posto e con la testa già proiettata ai playoff; dall’altro un Bari disperato, obbligato a fare punti per evitare il baratro. Per i galletti di Moreno Longo, reduce da una stagione tormentata, è l’ultima chiamata per sperare nella salvezza diretta o, quantomeno, per blindare i playout. Il fischio d’inizio chiuderà i giochi di una regular season avvincente. Per i giallorossi, si tratta dell’ultimo banco di prova prima dell’assalto alla promozione; per i biancorossi, invece, l’inizio di una notte da incubo o l’avvio di una rimonta leggendaria. Nonostante il momento negativo, il Bari può aggrapparsi a un piccolo filo di speranza storico: l’ultima volta che ha vinto al “Ceravolo” in Serie B risale addirittura al 31 dicembre 1977 (3-2). Spezzare un digiuno lungo quasi 49 anni sarebbe già di per sé un miracolo, necessario per scacciare la paura della C. La sfida tra Aquilani e Longo sorride al tecnico del Bari nei precedenti incroci in carriera: un successo e due pareggi per l’allenatore piemontese. Ma stavolta, forse più che le statistiche, servirà il cuore.
COME ARRIVA IL CATANZARO - Il Catanzaro arriva a questo appuntamento senza pressioni di classifica, ma con tanti stimoli importanti. La squadra è matematicamente quinta, forte di un cammino che l’ha vista totalizzare 59 punti (almeno), consolidando un posto tra le prime cinque per il secondo anno consecutivo nell’era dei tre punti a vittoria. Con un successo, i giallorossi volerebbero a quota 62, sfiorando il record casalingo del 1970/71 (64 punti).
L’obiettivo dichiarato è duplice: salutare il pubblico del “Ceravolo” con una vittoria per alimentare il morale in vista del turno preliminare dei playoff del 12 maggio, e provare a scrivere un altro piccolo pezzo di storia. I numeri dicono che il Catanzaro ha perso una sola volta in casa contro il Bari in 16 confronti cadetti (7 vittorie, 8 pareggi), con l’unico ko risalente al lontano 31 dicembre 1977. Inoltre, la squadra di Aquilani vuole blindare il proprio fortino: vincendo si raggiungerebbe la doppia cifra di vittorie interne (10), superando il Catanzaro di Vivarini fermo a 9. Occhio anche al dato realizzativo: mancano appena tre reti per firmare il record di gol casalinghi in un singolo campionato di Serie B. Le scelte di Aquilani: turnover o prova di forza? Con i playoff alle porte, il tecnico romano potrebbe gestire le energie e dare spazio a chi ha giocato meno. I diffidati Favasuli, Frosinini e Nuamah difficilmente verranno rischiati per evitare squalifiche nella post-season. A questi si aggiunge l’assenza certa di Pietro Iemmello, ancora ai box. Il terminale offensivo è Filippo Pittarello: l’attaccante classe 1996 è in uno stato di grazia. Con 12 gol in campionato (di cui 4 nelle ultime due partite grazie a due doppiette), è uno dei due soli giocatori della Serie B con più di 10 gol e 5 assist insieme a Pohjanpalo.
COME ARRIVA IL BARI - Per il Bari, la musica è drammaticamente diversa. La squadra pugliese naviga in acque pericolose, agganciata al quartultimo posto che vale i playout. L’imperativo è fare punti, e non solo: un punto basterebbe per evitare la retrocessione diretta, ma per sperare nella miracolosa salvezza diretta (senza passare dagli spareggi) serve una vittoria, e occorre sperare in una combinazione di risultati favorevoli (sconfitte di Empoli, Südtirol e Virtus Entella). Le proiezioni dell’Opta Predictor sono impietose: la probabilità che il Bari chiuda al 15° posto è solo del 2,9%. In caso di sconfitta al “Ceravolo” e contemporaneo successo di Pescara o Spezia, per i galletti sarebbe retrocessione immediata in Serie C. Le assenze pesano e i numeri preoccupano. Longo dovrà fare a meno di due pedine fondamentali in mezzo al campo: Matthias Braunöder e Matthias Verreth, entrambi squalificati. Torna però Artioli, pronto a prendere le redini della regia. I numeri del Bari raccontano una stagione complicatissima: secondo peggior attacco del torneo (35 gol segnati), penultimi per tiri nello specchio (382) e una fragilità cronica nelle riprese (ben 36 gol subiti nel secondo tempo, peggio solo del Pescara). Lontano dal “Ceravolo”, i biancorossi non vincono da fine febbraio (0-2 a Genova contro la Sampdoria) e nelle ultime quattro trasferte hanno incassato 10 reti. L’uomo chiave è Gabriele Moncini: con 10 gol in campionato (l’unico in doppia cifra per i pugliesi), rappresenta la principale speranza sotto porta. Al suo fianco, la creatività di Emanuele Rao (6 gol) e Kevin Piscopo.











