Spezia in Serie C: ingredienti da playoff, piatto da retrocessione
Lo Spezia ufficialmente in Serie C è un qualcosa che, sulla carta, non si può spiegare. Come un piatto scadente che ti arriva da una cucina di prim'ordine. Analizzando in primis la rosa messa in piedi da Stefano Melissano.
Un roster, quello costruito fra la sessione estiva di calciomercato e quella dello scorso gennaio, con qualità ben superiori alla parte bassa della classifica. Magari non in grado di tenere testa a Venezia, Monza e Palermo, ma comunque capace di giocarsi le proprie chance in zona playoff.
Iniziando dai giocatori con un curriculum di primo piano come Gianluca Lapadula, Mattia Valoti, Adam Nagy e Boris Radunovic, giusto per citarne alcuni, passando per giocatori di categoria come Marco Ruggero, Petko Hristov e Gabriele Artistico, per arrivare a talenti emergenti come Vanja Vlahovic (scuola Atalanta), Christian Comotto (di proprietà del Milan), Diego Mascardi (gioiellino di casa già nel mirino dei club di Serie A) e Alessandro Romano (arrivato dalla Roma), niente di tutto questo ha a che fare con le posizioni per la retrocessione diretta in terza serie.
Eppure così è. A riprova che puoi avere i migliori ingredienti a disposizione, ma se il cuoco a cui li affidi (e non si parla solo del tecnico) non è quello giusto, la pietanza che porta in tavola può essere scadente.











