Venezia, con Vanoli nessuna rivoluzione tattica in vista: a Mosca usava la difesa a 3
Assistente di Gian Piero Ventura alla guida dell’Italia e poi di Antonio Conte al Chelsea e all’Inter, prima di diventare tecnico dello Spartak Mosca con cui vince la Coppa di Russia, Paolo Vanoli è il nuovo tecnico di un Venezia che dopo la retrocessione non è riuscito a rialzarsi e ora naviga nei bassifondi della Serie B nonostante una rosa che sulla carta faceva sperare ben altri obiettivi. Il suo arrivo in panchina non dovrebbe portare però a una rivoluzione tattica visto che nelle sue precedenti esperienze l’allenatore ha sempre utilizzato la difesa a tre, variando poi lo spartito in mezzo al campo (linea a cinque o a quattro) e in attacco (due punte vicine o due trequartisti alle spalle del centravanti), moduli già utilizzati nel corso dell’anno in Laguna sia da Javorcic sia da Soncin.
A livello tattico dunque il Venezia non dovrebbe cambiare pelle con cambi possibili solo dalla cintola in su per rivitalizzare un attacco che va a corrente alternata e sfruttare tutte le qualità delle punte con Pohjanpalo che si candida a riferimento centrale con Cheryshev, Pierini, Johnsen e anche Cuisance a giocarsi i due posti alle sue spalle almeno sulla carta. Difficile invece ipotizzare un passaggio alla difesa a quattro, utilizzata solo in due occasioni nella sua esperienza russa.






