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Renate, Gemello: "Vincere, senza ansie di classifica. Ai playoff giusto responsabilizzarci"

ESCLUSIVA TMW - Renate, Gemello: "Vincere, senza ansie di classifica. Ai playoff giusto responsabilizzarci"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
giovedì 06 maggio 2021 18:04Serie C
di Claudia Marrone

Una categoria non nuova, la Serie C, per il gioiellino del Torino Luca Gemello, ma è stata questa la sua prima stagione da protagonista, dopo le 11 presenze collezionato lo scorso anno alla Fermana: il classe 2000 è stato quest'anno l'inamovibile portiere del Renate, terzo nel Girone A di Serie C.
Quando il via dei playoff si avvicina, il giocatore si è raccontato ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com.

Una prima linea alla stagione si può tracciare, la regular season è in archivio: che anno è stato per te e per il Renate?
"Sono molto soddisfatto di come è andato il campionato, il bilancio è positivo soprattutto se si considera che siamo arrivati terzi, dietro a due club con budget più alti del nostro, facenti parte di grandi realtà cittadine: ma noi abbiamo ottenuto l'obiettivo, tra le grandi realtà ci siamo pure noi. Anche se, a dire il vero, non eravamo partiti con un obiettivo preciso e concerto, volevamo raggiungere i playoff e fare bene, l'essere liberi di testa e spensierati ci ha poi portato a sognare in grande, anche se nel girone di ritorno abbiamo provato l'ebrezza del sali e scendi: però tutto si è concluso nel migliore dei modi, e anche per me personalmente è stata un'esperienza molto costruttiva, perché ho imparato cosa vuole dire gestire i momenti in cui si è in alto e quelli più duri, ho un altro equilibrio adesso. Poi l'esser stato fortemente voluto da una squadra che negli ultimi anni ha sempre fatto bene è stato per me motivo di orgoglio, e una bella prova di responsabilità. Un passo importante".

Parlavi di "sali e scendi" nel girone di ritorno, qualche posizione di classifica è stata persa: ma quando avete capito che il terzo posto poteva esser vostro?
"Più che per una determinata posizione di classifica, abbiamo sempre lottato per vincere la gara che ci aspettava. Le avversarie erano squadre forti, noi eravamo in una sorta di limbo ma con la consapevolezza di potercela giocare con tutte, e il terzo posto è arrivato solo all'ultima giornata. Noi l'unico pensiero era sempre quello di fare al meglio delle nostre possibilità".

Svelaci però un segreto. Molto spesso avete parlato di salvezza come primo obiettivo: era solo scaramanzia?
"In realtà nello spogliatoio non abbiamo mai parlato di salvezza o altro, anche se trovo giusto metterlo come primo tassello. I progetti che funzionano vanno step by step, e qui si fa così, da anni ormai: si sogna in grande, ma andando passo dopo passo, tranquillamente".

Di sicuro, comunque, rispetto a piazze che hanno fatto ben altri proclami all'inizio, non avete l'obbligo di vincere: aspetto a vostro favore?
"Dobbiamo far sì che la spiensieratezza data dai meno obblighi che abbiamo rispetto ad altre diventi un'arma a nostro favore. All'andata abbiamo giocato a mente sgombra, e abbiamo messo tutte in difficoltà, i playoff dobbiamo giocarceli con quello spirito ma con più responsabilità: ci teniamo tutti, è giusto anche avere un pizzico di tensione in più".

Un motivo dell'altalena del girone di ritorno è stato forse questo, l'aver magari iniziato a sentire più pressioni anche su di voi?
"Potrei anche dire di si, ma credo in realtà sia stato solo un normale calo fisiologico che altre squadre hanno avuto in momenti diversi: ovviamente questo non deve essere una scusante. Tutti ambiamo a traguardi importanti, e abbiamo sempre giocato per vincere, facciamo tesoro di quello che è stato".

Da terzi, giocherete poche gare, con una pausa in più rispetto alle altre: come si gestisce questo momento?
"Le gare sembrano poche, ma sono tante in realtà, perché saranno andata e ritorno. La sosta non è un problema, da ottobre a oggi abbiamo giocato in tempi ridotti 38 gare, non sarà una settimana di riposo a rallentare il percorso, anche perché fisicamente, essendo agli sgoccioli della stagione, abbiamo già immagazzinato tutto, non è sul fisico che si lavora: è la testa che fa la differenza. Poi, chiaramente, nel giocare subito e nel riposare ci sono pro e contro, come in tutte le cose. Ma noi siamo carichi".

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