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Grella: “Catania deve arrivare in Serie A. Poca fiducia? Non mi spaventa”

Grella: “Catania deve arrivare in Serie A. Poca fiducia? Non mi spaventa”TUTTO mercato WEB
© foto di Filippo Galtieri
Luca Bargellini
Oggi alle 12:49Serie C
Luca Bargellini

Dall’Australia si continua a seguire con attenzione l’evoluzione del Catania. Il quotidiano The Sydney Morning Herald ha infatti rilanciato un’intervista al vice presidente rossazzurro Vincenzo Grella, proprio nelle ore in cui il patron Ross Pelligra è tornato in Sicilia per fare il punto sui progetti immediati e futuri del club.

Nel corso del colloquio, Grella ha toccato diversi temi: dal rapporto viscerale con la tifoseria alle ambizioni di riportare il Catania in Serie A, passando per le difficoltà incontrate lungo il percorso e per la difesa dell’operato della proprietà, spesso al centro delle critiche.

“Questo è il Catania. Questo è il suo popolo. Hanno incitato la squadra come se stessimo giocando una finale di Champions League. Dobbiamo arrivare in Serie A. Non c’è motivo per cui non possiamo riuscirci: abbiamo un presidente con le risorse per starci. Ora dobbiamo rimetterci in carreggiata e farlo davvero. È stato un percorso molto accidentato. La gente non ci ha mai davvero concesso il beneficio del dubbio. Il progetto Catania è in ritardo di un anno rispetto ai piani a questo punto si aspettava già la Serie B, primo passo verso il ritorno in Serie A, categoria che il club non vive dal 2014.

Non mi ha mai spaventato questo tipo di pressione. Anzi, è ciò che mi spinge ogni giorno. Non lo faccio per i soldi. Guadagno bene, ma da agente guadagnavo quattro volte tanto. I soldi non sono la mia motivazione. Ho bisogno di qualcosa di più. E questo progetto è qualcosa di speciale.

La gente non ci ha mai davvero dato fiducia. A volte danno per scontato quello che fa il presidente. Io lo stimo moltissimo. Quello che ha fatto per questo club, i sacrifici personali, viene in Italia 14 volte in una stagione. Non è proprio dietro l’angolo. E parliamo di una persona con aziende in tutto il mondo. Ha messo tutto quello che serviva. Non ha mai detto ‘è troppo’. Eppure continuano a criticarlo. E questo mi fa arrabbiare, perché non se lo merita.

Se qualcuno deve rompere le scatole a qualcuno, che le rompano a me, perché sono io a gestire il club. Lui ha dato tutto a questa società. Quindi, se non arriveranno i risultati, l’unico responsabile sarò io”

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